India, Choota Rajan condannato all’ergastolo per l’omicidio del giornalista J Dey

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 maggio 2018 5:03 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2018 19:59
India, Choota Rajan condannato all'ergastolo per l'omicidio del giornalista J Dey

India, Choota Rajan condannato all’ergastolo per l’omicidio del giornalista J Dey

MUMBAI – A Mumbai, il gangster Chhota Rajan è stato condannato per l’omicidio del noto giornalista indiano Jyotirmoy Dey, un assassinio che nel 2011 aveva sollevato scalpore in tutto il Paese.

Nel giugno del 2011, quattro uomini a bordo di due motociclette spararono a J Dey, 56 anni, vicino alla sua abitazione a Powai, nord-est di Mumbai, e a sette anni di distanza un tribunale ha condannato Rajan e altre otto persone.

L’ex giornalista Jigna Vora, accusata di aver istigato Chhota Rajan a commettere l’omicidio, è stata prosciolta per mancanza di prove.

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Dey, giornalista veterano che lavorava con il Midday Eveninge fu colpito in pieno giorno. La polizia riferì che Chhota Rajan commissionò l’omicidio, infastidito dal ritratto di truffatore da due soldi su un libro “Chindi. Rags to Riches” (dalle stalle alle stelle), che il giornalista stava progettando di scrivere. Noto per i suoi articoli investigativi, Dey aveva intenzione di raccontare 20 storie di gangster.

Chhota Rajan, il cui vero nome è Rajendra S Nikhalje, aveva assunto un sicario, Satish Kalia, riconosciuto colpevole, che non era a conoscenza dell’identità della vittima, solo la sua descrizione fisica e il numero di targa della moto. Per commettere l’omicidio, Kalia aveva messo insieme una squadra di sette persone.

L’11 giugno, mentre Dey stava tornando a casa, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un mercato di Powai e le telecamere di sicurezza avevano ripreso gli uomini che, a bordo di due moto, prima di sparare al giornalista lo seguivano a breve distanza. Satish Kalia, con un revolver cecoslovacco, sparò cinque colpi a Dey.

Il giornalista fu portato immediatamente al vicino ospedale Hiranandani, dove poi morì. Dopo aver appreso l’identità dell’uomo dai notiziari tv e dai giornali che parlavano dell’omicidio, i killer entrarono nel panico. Si nascosero in alcune città del Karnataka e Tamil Nadu ma furono rintracciati e arrestati a Rameshwaram, Solapur e Mumbai.

Tre mesi dopo, ci fu una svolta quando la polizia arrestò Jigna Vora, che lavorava per The Asian Age a Mumbai. Le forze dell’ordine riferirono che la Vora, per rivalità professionale aveva istigato Chhota Rajan all’omicidio e fornito l’indirizzo di Dey nonché il numero di targa della motocicletta.

Vora aveva negato tutte le accuse e sostenuto che le telefonate a Rajan erano professionali, voleva le rilasciasse un’intervista; successivamente le era stata concessa la libertà su cauzione. Nel novembre 2015, Chhota Rajan è stato estradato dall’Indonesia e accusato dell’omicidio. Attualmente è detenuto al Tihar Jail di Delhi.

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