Con il cibo buttato, l’Italia nutrirebbe 44 milioni di persone

Pubblicato il 1 Ottobre 2010 20:39 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2010 20:39

La sacralità del cibo, a cominciare dal pane, sembra essere totalmente sparita, ne è la prova lo spreco di beni alimentari buttati nelle discariche dei paesi ricchi, Italia compresa. Un’offesa per tutta l’altra parte del mondo che muore di fame.

Dal 1974 lo spreco mondiale di cibo è cresciuto del 50 per cento. In Italia ogni anno si buttano via alimenti che potrebbero nutrire 44 milioni di persone. È uno dei dati contenuti nel “Libro nero dello spreco alimentare in Italia” che sarà presentato a Bologna il 30 ottobre. Ma è anche anche uno dei numeri che solleciterà la firma di una dichiarazione congiunta contro lo spreco alimentare per arrivare a dimezzarlo nel mondo entro il 2025.

Sarà sottoscritta da parlamentari europei, accademici e rappresentanti di organizzazioni della società civile il 28 ottobre a Bruxelles in quella che sarà la prima iniziativa dalla prima Giornata europea contro lo spreco. L’iniziativa si aprirà con una conferenza, nella sede del Parlamento europeo, su “Trasformare lo spreco alimentare in risorsa”.

La organizza Last Minute Market (spin-off della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna per il recupero di cibo invenduto), con organizzazioni europee attive nella lotta agli sprechi. Sarà presente, tra gli altri, il presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Ue, Paolo De Castro. In quell’occasione sarà sottoscritta la dichiarazione congiunta, che poi sarà proposta (come ordine del giorno) all’approvazione del Parlamento affinché venga inserita come priorità nell’agenda delle iniziative comunitarie.

In conclusione, sempre nella sede del Parlamento, è previsto un “pranzo antispreco”cucinato con cibo di recupero. Un pranzo simile, per 500 persone, sarà poi offerto due giorni dopo, il 30 ottobre, nella sede del Comune di Bologna, città dove tutta l’iniziativa è nata. In quella giornata sarà presentato il Libro Nero, il primo rapporto sulla catena agroalimentare e i suoi sprechi, a cura di Luca Falasconi e del preside di Agraria, Andrea Segrè. Poi sarà assegnato il premio “Non Sprecare “(a un’associazione, un’istituzione, un’azienda e un personaggio) che si sono distinti per iniziative tangibili anti-spreco. Gran finale in serata, a Rimini, con lo spettacolo “Spr+Eco” firmato a quattro mani dallo stesso Segrè e dal conduttore di Caterpillar Massimo Cirri.