Cile: incendio in un carcere di Santiago, 81 morti

Pubblicato il 8 Dicembre 2010 12:50 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2010 19:37

Tragedia in Cile dove un incendio scoppiato nel carcere San Miguel di Santiago ha provocato la morte di 81 persone. Non sono chiare le cause dell’incendio né se tutte le vittime fossero detenuti. Secondo la tv, almeno 19 persone sono rimaste inoltre ustionate.

L’incendio è divampato alle 6 del mattino di oggi (le 10 in Italia) nel terzo piano di uno degli edifici del complesso carcerario. Alcuni detenuti feriti sono stati portati in un ospedale di Santiago. Circa 200 prigionieri sono  stati trasferiti nel campo sportivo del carcere controllati dalle guardie per evitare fughe, affermano i media locali. Oltre a centinaia di pompieri, sul posto si trovano ora i familiari dei detenuti che vogliono avere informazioni. ”Ancora non abbiamo l’identita’ dei morti”, ha riferito Jaime Concha, uno degli ufficiali dei Carabineros che si trovano nel carcere, che ospitava circa 1.900 detenuti, numero superiore — precisano i media locali – alla capacità prevista per la struttura carceraria.

Oltre a centinaia di pompieri, sul posto si trovano ora i familiari dei detenuti che vogliono avere informazioni. “Ancora non abbiamo l’identità dei morti”, ha riferito Jaime Concha, uno degli ufficiali dei Carabineros che si trovano nel carcere, che ospitava circa 1.900 detenuti, numero superiore – precisano i media locali – alla capacità prevista per la struttura carceraria, di 700 persone.

Il ministro della sanità cileno Jaime Manalich, la rilasciato una dichiarazione alla stampa: “E’ un’enorme disgrazia, forse la piu’ importante in un carcere nella storia del nostro paese. Non voglio rispondere a domande sull’azione della ‘gendarmeria’, il ministro della giustizia si sta recando nel carcere”, ha precisato Manalich.

Le fiamme sono state messe sotto controllo, mentre sul posto si trovano numerosi ‘carabineros’ e altri uomini della sicurezza. Alcuni dei parenti presenti nel posto, che stanno cercando di apprendere l’identita’ dei morti, hanno denunciato che gli uomini della ‘gendarmeria’ hanno ritardato l’ingresso dei pompieri nella prigione per poter avere pieno controllo della situazione, in attesa dell’arrivo di una brigata anti-sommosse. ”Non ci hanno detto niente, vogliamo sapere cosa e’ successo, come sta mio figlio”, ha detto per esempio tra le lacrime Maria Jimenez, madre di uno dei reclusi. Secondo Luis Masferrer, direttore della ‘gendarmeria’, ”l’incendio è scoppiato dopo una rissa tra i detenuti”.

Il carcere di San Miguel è sovraffollato: vi si trovavano oggi 1.900 detenuti, quando è stato progettato per ospitarne 700.

Ecco le immagini della tragedia ed il servizio realizzato dalla tv di Stato cilena:

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