Cile in fiamme: 10 morti, saccheggi e coprifuoco VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2019 8:53 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2019 9:51
Cile in fiamme: 10 morti, saccheggi e coprifuoco

(Foto Ansa)

SANTIAGO – Non si fermano le proteste in Cile nella seconda notte di coprifuoco, e il bilancio dei morti aumenta. Sono dieci le vittime di questi giorni di contestazioni e scontri contro il carovita e l’aumento del prezzo dei biglietti della metropolitana, l’ultima misura che ha esasperato i cileni. 

Due persone sono morte carbonizzate in un incendio che si è sviluppato durante un saccheggio ad un grande magazzino di materiali per l’edilizia e il bricolage. Salgono così a 10 le vittime di cui sia ha notizia dall’inizio delle proteste. L’incendio si è verificato alla filiale della Costrumart di La Pintana, nella regione metropolitana. Altre due persone sono morte in un incendio di un supermercato a San Bernardo, cinque in una situazione simile a Renca e un’altra a Santiago, probabilmente colpita da un agente. Sono 152 le persone arrestate per violenza, 40 per saccheggi e 70 per gravi aggressioni. 

Centinaia di passeggeri hanno trascorso la notte intrappolati all’aeroporto di Santiago, per le cancellazioni dei voli a causa del coprifuoco decretato nella capitale cilen. Stesi a terra accanto alle loro valigie nel cuore della notte e senza nessun posto dove andare, i viaggiatori non sono potuti salire sugli aerei ma neppure sono riusciti a rientrare in città, proprio a causa della restrizione della libertà di movimento decisa dall’esercito dalle 19:00 di domenica (la mezzanotte in Italia) fino alle 06:00 di lunedì mattina (le 11:00). 

Pinera: “Siamo in guerra”

“Siamo in guerra contro un nemico potente e implacabile, che non rispetta nulla o nessuno”: lo ha detto il presidente cileno, Sebastián Piñera, condannando nuovamente le violenze avvenute durante le proteste di questo fine settimana contro l’aumento delle tariffe. Piñera, durante un incontro con i media, ha insistito sul carattere ‘organizzato’ delle proteste sottolineando che “unico scopo” dei responsabili “è quello di causare il maggior danno possibile”.

“Siamo ben consapevoli – ha detto Pinera secondo quanto riferito dalla testata cilena Bio Bio – del fatto che hanno gradi di organizzazione e logistica, tipici di un’organizzazione criminale”, ha affermato il presidente, che e ha invitato tutte le forze politiche e “tutti gli uomini di buona volontà” a condannare la violenza e unirsi contro di essa. “Ci sono alcuni che non l’hanno fatto, o quando lo fanno, lasciano sempre spazio all’ambiguità … Stanno in qualche modo facilitando il percorso di coloro che vogliono distruggere la nostra democrazia”.

Il capo dello Stato ha invitato a distinguere tra i violenti e quanti esercitano “il legittimo diritto di protestare”, ma ha anche sottolineato che i militari, quasi 10mila quelli dispiegati nel Paese, hanno il sostegno del governo e “della stragrande maggioranza dei cileni”.

“Domani sarà un giorno difficile – ha concluso – ma stiamo facendo uno sforzo gigantesco per renderlo il più normale possibile”: per oggi, 21 ottobre, è prevista la riapertura delle scuole e delle università, il regolare servizi di trasporto pubblico di superficie e la riapertura parziale della metropolitana. (Fonti: Ansa, Biobio, Agenzia Vista/Aleksandr  Jakhnagiev)