Minaccia di stato cinese. “20mila euro o dovrai abortire”. Al settimo mese…

Pubblicato il 4 agosto 2012 12:55 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2012 13:00

SHANGHAI – E’ incinta di sette mesi. Ma non è il primo figlio. E per i cinesi non si può fare a meno che non si paghi una maxi multa. Così una donna della provincia orientale cinese dello Zhejiang è stata incarcerata dalle autorità per il controllo delle nascite e la pianificazione familiare per oltre 40 ore con la minaccia di un aborto al settimo mese se non avesse pagato una multa di 20.000 euro.

Xu Li, questo il nome della donna era andata nella contea di Wuyi a trovare suo padre quando una ventina di agenti l’hanno presa e tenuta in detenzione. A lei è stato chiesto di pagare una multa di 157.000 yuan, una cifra molto alta per la famiglia che era pronta a pagare intorno circa la metà di quanto richiesto, che è quanto di solito viene addebitato dalle autorità. Il marito della donna ha cominciato un calvario alla ricerca dei soldi, ma si comincia a paventare la possibilità che la donna debba abortire al settimo mese. Xu ha accusato le autorita’ di aver agito ‘come gangster’.

Il caso è simile a quello emerso a giugno, quando una donna della provincia dello Shaanxi, Feng Jianmei, fu costretta ad abortire all’ottavo mese e le foto sue e del feto morto accanto a lei fecero il giro del mondo, provocando diverse proteste che pure portarono alla punizione dei funzionari governativi coinvolti.

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