Censura in Cina, fuga da Facebook dopo l’arresto di Wei Wei

Pubblicato il 12 Aprile 2011 11:06 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2011 14:04

Ai Wei Wei

SHANGHAI – Duecentocinquantamila cinesi sono ‘spariti’ da Facebook. Mentre circola voce di un possibile accordo tra Facebook e Baidu (il motore di ricerca più famoso in Cina), sembra che nell’ultimo periodo ci sia stato un calo drastico di utenti cinesi del famoso social network.

Secondo i dati forniti da Socialbakers (un portale che monitora gli utenti di Facebook paese per paese) mentre a febbraio, dopo la visita avvenuta a dicembre di Mark Zuckerberg in Cina, gli utenti cinesi erano più che raddoppiati, questo mese si è verificato un vero e proprio crollo, con una diminuzione di oltre il 40%.

Secondo molti il fenomeno è da mettere in connessione con il recente arresto di Ai Wei Wei e quindi probabilmente con la preoccupazione da parte dei cinesi che l’accesso a Facebook, se scoperto dalle autorità cinesi, potrebbe creare loro dei problemi. Se ciò fosse vero non è da escludere che quella dei cinesi da Facebook non sia stata una vera e propria sparizione, avvenuta in massa due giorni dopo l’arresto del dissidente artista.

E’ probabile che in molti abbiano semplicemente cancellato la vecchia utenza per poi registrarsi nuovamente ma con un nome diverso, con uno pseudonimo o indicando una nazionalità diversa.

Facebook nella Cina continentale (quindi non a Hong Kong) non è accessibile, così come altri siti come ad esempio YouTube. Per poter bypassare la censura cinese è possibile utilizzare una vpn, virtual private network, una rete cioè che consente di apparire in internet con un indirizzo diverso dal proprio e non essere quindi tracciati.