Cina: più di 10 città sbarrate, oltre 40 mln di persone isolate. Medioevo anti virus

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Gennaio 2020 9:57 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2020 9:57
Cina: più di 10 città sbarrate (trasporti vietati), oltre 40 mln di persone isolate. Medioevo anti virus

Cina virus: più di 10 città sbarrate, oltre 40 mln di persone isolate. Medioevo moderno (Foto Ansa)

ROMA – Cina, le città sbarrate sono, anzi erano alle 10 (ora italiana) del 24 gennaio, dodici. Nulla esclude aumenti nelle prossime ore o nei prossimi giorni il numero dei centri urbani da cui nessuno esce e in cui nessuno entra. Città sbarrate: niente treni, aerei, bus e neanche auto private. Posti di blocco sanitari sulle strade, stazioni ed aeroporti vuoti. Stavolta il governo di Pechino non nasconde, la velocità del contagio è mostrata in tv, è palese negli annunci pubblici e anche il Partito ha avvisato i funzionari locali: non mentite, non nascondete, se lo fate sarete puniti. L’esatto contrario di quanto Pechino decise di fare e fece ai tempi della Sars .

Pechino non nasconde. Perché è relativamente impossibile nascondere a se stessi e al mondo oltre 40 milioni di persone (tante sono quelle nelle nove città sbarrate, anzi per l’esattezza 41 milioni) in isolamento. E Pechino non nasconde perché tra le molte incertezze una cosa è certa riguardo a questo virus: la velocità appunto del contagio. Questa velocità della trasmissione del virus ha imposto misure che rimandano il nostro immaginario a scende da Medioevo: le città infette le cui mura venivano chiuse, le città non toccate dalla pestilenza le cui porte venivano sbarrate ai forestieri.

Scene da medioevo nel terzo millennio, ma non è arretratezza o impreparazione del sistema Cina riguardo al virus, è necessità. Pechino sta facendo in fretta quel che si può fare, lì ed oggi, di fronte ad un virus mutato e mutante. Le scene da medioevo si innestano in una sceneggiatura da assolutamente contemporaneo film su catastrofe ambientale-sanitaria.

Ma non è un film. Anche se non mancano (soprattutto in Occidente) coloro che si cullano, si riparano e si curano con la tesi della malattia inventata, con il sospetto della montatura, anche se non è ancora pandemia mondiale, tutto è tranne che un film. E se il virus arriva davvero in Europa, Usa e Sudamerica non sarà certo ecatombe ma i malati non potranno certo essere curati con lo scongiuro del non ci credo o con l’astuzia del personaggio manzoniano che non credeva alla peste e infatti incredulo morì.

Quarantena massiccia, indifferenziata, comminata ad intere città. E il tentativo di limitare al massimo i contatti che possono generare contagio: l’annullamento delle feste del Capodanno cinese (una misura dall’impatto enorme) e la chiusura ai turisti della Città proibita a Pechino. Misure drastiche, persino medioevali nella loro indifferenziata nettezza perché così e non altro si può fare almeno fino a che non si sappia qualcosa di più.

Città sbarrate per quanto, quarantena per quanto tempo? Nessuno finora ha detto quanto duri l’incubazione, il tempo in cui umani già contagiati però non mostrano sintomi. E per quanto tempo un contagiato è contagioso? Ed esistono portatori sani del virus?

Sono queste le domande principali che attendono risposta. Sono queste le risposte che, quando arriveranno, diranno come si ferma e cosa è: pestilenza, pandemia o virus contenuto e pericolo scampato.

La fantasia e l’ansia corrono più facilmente ad altre domande: c’è una cura, come si cura, quanto è mortale, quanto si muore, si guarisce? A queste domande per ora le risposte sono incerte. La mortalità appare abbastanza bassa, almeno quella ufficiale: tra il 4 e il 5 per cento dei contagiati. Ma sia i conteggi che il decorso reale della malattia sono in divenire. Quanto alle cure, il virus si attacca alle cellule dei sistema respiratorio umano. Esistono quindi cure, non poche, per affezioni di questo comparto anatomico. Ma cure e farmaci specifici ovviamente no. Si tratta, per dirla con termini medicalmente impropri, di una gigantesca polmonite che si trasmette con la facilità di un comune raffreddore. Una combinazione maligna.