Cina: costretta ad abortire al nono mese. Feto nato vivo muore per i farmaci

Pubblicato il 7 gennaio 2014 11:26 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2014 11:27
Cina: costretta ad abortire al nono mese. Feto nato vivo muore per i farmaci

Cina: costretta ad abortire al nono mese. Feto nato vivo muore per i farmaci

CINA – Cina: costretta ad abortire al nono mese. Feto nato vivo muore per i farmaci. Costretta ad abortire al nono mese di gravidanza, in base alla legge che impone un limite al numero di figli. E’ accaduto in Cina ad una donna appartenente alla minoranza musulmana degli uiguri. Il piccolo è nato vivo, ma è morto poco dopo a causa del travaglio indotto prima del termine con dei medicinali. Insieme a lei, altre cinque donne sono state costrette ad abortire. Lo riferisce Radio Free Asia.

La notizia, sconvolgente di per sé, sembra contraddire il nuovo corso del governo cinese che ha aumentato il numero di figli per famiglia a due, superando il vincolo obbligatorio del figlio unico e con l’eliminazione dei campi di lavoro per i trasgressori. In ogni caso la legge introdotta da Deng Xiao Ping nel ’79 e modificata negli anni ’90 permette la sua violazione solo a patto di pagare ingenti multe non alla portata di tutti. Allo stato attuale delle cose, le donne piegate dalla legge sono costrette ad aborti, anche tardivi, con i connessi rischi. Se invece si decide di far nascere il figlio questo deve passare la vita nella clandestinità, senza diritto all’istruzione pubblica e al sistema sanitario nazionale.