Cina. Formalizzate accuse contro femministe detenute per volantinaggio 8 marzo

Pubblicato il 13 Marzo 2015 9:01 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2015 9:01
La femminista Wei Tingting

La femminista Wei Tingting

CINA, PECHINO – La polizia cinese ha rivolto delle accuse formali a cinque femministe che sono detenute dalla scorsa settimana. Lo ha affermato l’avvocato Wang Qiushi, che rappresenta una delle cinque attiviste. Le donne sono state accusate di aver “creato un disturbo” alla stabilità sociale per aver programmato la diffusione di volantini sui diritti delle donne in occasione della festa internazionale dell’8 marzo.

Secondo Wang “le loro azioni non si configurano come un reato”. Le attiviste arrestate sono Wei Tingting, Li Tingting, Wang Man, Zheng Churan e Wu Rongrong e sono molto conosciute in Cina dove hanno fondato un gruppo per la difesa dei diritti delle donne. Se condannate rischiano fino a tre anni di prigione.

L’azione della polizia contro le femministe si inserisce in una “stretta” che ha coinvolto tutte le organizzazioni sociali indipendenti. L’arresto delle attiviste è stato condannato dall’ambasciatrice americana all’Onu Samantha Powers, che ha sottolineato che si battono per “diritti universalmente riconosciuti”.

Dal canto suo l’Unione Europea ha chiesto la liberazione delle donne, sostenendo che è stato violato “il loro diritto a manifestare pacificamente”.