Cina: in Xinjang, Internet fuori uso dopo la rivolta degli uighuri

Pubblicato il 6 Luglio 2009 11:10 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2009 11:45

La censura stringe le maglie sullo Xinjiang. Il giorno dopo le proteste dell’etnia musulmana degli uighuri costate la vita a 140 persone, gli utenti di Internet a Urumqi, la città nel nord della Cina, teatro delle violenze, non sono riusciti a collegarsi alla Rete. Dopo ore di scontri con la polizia, la protesta si è placata, ma alcuni carri armati sono rimasti in città. «Da ieri sera non posso connettermi online», ha spiegato il proprietario di un negozio di telefoni cellulari. «Qui non c’è Internet, anche i miei amici mi hanno detto di non poter accedere alla Rete».

La notizia dell’interruzione è stata diffusa anche dai social network come Twitter e i suoi concorrenti cinesi. «La diffusione di Internet a Urumqi è ancora bassa, ma qualcuno ha detto che sarebbe stata ripristinata nel giro di 48 ore», ha scritto un utente del sito fanfou.com. Durante le proteste in Tibet, il governo di Pechino aveva già dato prova di come riuscisse a bloccare la fuoriuscita di notizie, oscurando i siti web.