Cina. 280 mila suicidi ogni anno, esperti chiedono task force per prevenirli

Pubblicato il 22 settembre 2013 12:45 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2013 12:45

suicidiSHANGHAI, CINA – C’è un serio problema di suicidi in Cina e le autorità se ne stanno accorgendo se, in occasione della giornata mondiale della prevenzione dei suicidi, molti studiosi ed esperti del Paese del dragone chiedono la creazione di una task force per prevenirli. E i numeri danno ragione a queste preoccupazioni.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che risalgono al 2009, i suicidi in Cina rappresentano il 26% del totale nel mondo, diventando tra le prime cinque cause di morte nel Paese. I dati ufficiali del governo di Pechino, che secondo molti analisti internazionali sono più bassi della realtà, dicono che ogni anno si suicidano circa 280.000 persone, più di 300.000 secondo altre stime non ufficiali. Quello che fa impressione in un dato già molto alo è che l’80% di questi suicidi avviene nelle zone rurali. Non solo: le donne cinesi si suicidano molto più degli uomini, facendo della Cina il Paese con più suicidi femminili, ovvero il 56% di tutti i suicidi femminili del pianeta.

E i suicidi in Cina non riguardano solo gli anziani: la maggioranza rientra nella fascia di età 15-34 anni, per la quale è la prima causa di morte o, comunque, sotto i 60 anni. Il suicidio è la prima cause di morte per i teenager cinesi, il 6-10% del totale dei quali ha tentato di togliersi la vita. Le cause sono le più varie. Se ad esempio negli Usa la quasi totalità dei casi di suicidio sono dovuti alla depressione o a malattie mentali, in Cina, secondo il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), negli Stati Uniti, “solo” il 60% delle vittime di suicidio in Cina vengono da una storia di malattia mentale.

Tra i giovani e i ragazzini, la causa dei suicidi è da ricercare soprattutto nello stress e nelle pressioni che la neo società cinese, votata all’arrivismo e al successo, provoca. Con la legge del figlio unico soprattutto, i genitori poggiano tutte le speranze sull’unico erede il quale non può fallire nelle prove  scolastiche che lo porteranno verso una vita di successi. Soprattutto in prossimità degli esami nazionali per l’accesso alle scuole superiori e alle migliori università, aumenta il numero dei suicidi. Senza poi contare che la crisi economica ha creato un problema di occupazione in Cina,

Un terzo dei laureandi nel 2011 è stato incapace di trovare un lavoro e 1,5 milioni di questi laureati invece erano disoccupati ancora un anno dopo il diploma. Nelle campagne, invece, oltre all’abbandono dovuto alla ricerca di lavoro e alle difficoltà di un lavoro pesante, a gravare sui suicidi è anche l’uso dei pesticidi. Sempre secondo l’Oms, il 58% di tutti i suicidi cinesi avviene utilizzando un pesticida diffusamente sfruttato nelle colture delle campagne cinesi. Secondo alcuni studi, il pesticida favorirebbe malattie mentali (la sua esposizione porterebbe anche Alzheimer e Parkinson) e depressione e viene spesso ingerito per porre a termine la vita. La mancanza di soccorsi adeguati nelle campagne favorisce l’aumento dei casi.