Cina, i ritardi sulla missione dell’Oms per indagare sull’origine della pandemia non dipendono solo dai visti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Gennaio 2021 17:37 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2021 17:37
Cina, l'Oms: "I ritardi sulla missione per indagare sull'origine della pandemia non dipendono solo dai visti"

Cina, l’Oms: “I ritardi sulla missione per indagare sull’origine della pandemia non dipendono solo dai visti” (foto Ansa)

I ritardi della missione in Cina a lungo pianificata degli esperti dell’Oms per indagare sulle origini della pandemia del Covid-19 “non sono solo una questione di visti”. 

I colloqui, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, continuano “sulla data specifica e sull’organizzazione specifica della visita del gruppo di esperti”.

Ieri il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha annunciato, come previsto, la partenza dell’equipe di scienziati per la Cina, dichiarandosi “molto deluso” per il mancato via libera delle autorità di Pechino.

“La questione della ricerca dell’origine è incredibilmente complicata”, ha aggiunto Hua.

“Per garantire che il lavoro del team di esperti internazionali in Cina si svolga senza intoppi, dobbiamo eseguire le procedure necessarie e prendere accordi pertinenti”.

Il team di 10 esperti sarebbe dovuto arrivare in Cina questa settimana con il compito delicato di stabilire come e dove il virus è passato dagli animali agli esseri umani, ma, con alcuni di loro già in viaggio, la Cina ha negato il visto d’ingresso.

Pechino, malgrado la disponibilità alla missione chiarita dal presidente Xi Jinping all’assemblea dell’Oms, è determinata a controllare le ricostruzioni sull’origine del virus che ha ucciso oltre 1,8 milioni di persone nel mondo e devastato l’economia globale.

I primi casi di coronavirus sono stati registrati nella città cinese di Wuhan a fine 2019, nell’ambito di accuse e sospetti sulla gestione caotica e tenuta segreta da parte delle autorità, favorendo la trasformazione dell’epidemia in pandemia.

Ad esempio, gli ‘informatori’, tra cui il medico Li Wenliang, lanciarono l’allarme inascoltato sulla misteriosa polmonite che ricordava la Sars, mentre i giornalisti-cittadini sono stati arrestati, inclusa Zhang Zhan, l’ex avvocato di 37 anni condannata la scorsa settimana a 4 anni di reclusione a causa della copertura data alla crisi sul suo blog, accusata di “aver raccolto litigi e provocato problemi”.

Nonostante la pressioni, Pechino ha resistito all’avvio di un’indagine indipendente, seminando poi dubbi sul fatto che la pandemia sia iniziata anche all’interno dei suoi confini. Da ultimo, il ministro degli Esteri Wang Yi ha nei giorni scorsi lanciato l’affermazione non dimostrata “che la pandemia probabilmente è iniziata in più punti del mondo”. (Fonte: Ansa)