Cina, protezione squali. Bandite zuppe di pinne in banchetti ufficiali

Pubblicato il 4 Luglio 2012 14:55 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2012 15:20

HONG KONG – La California ha giustamente bandito la vendita di foie gras, dato il modo crudele con cui le oche vengono ingrassate, e la Cina una volta tanto ha voluto seguire, a suo modo, l’esempio del rivale americano. Le autorità comuniste di Pechino hanno proibito che la zuppa di pinne di pescecane venga servite ai banchetti ufficiali. Un primo passo per fermare l’eccidio globale di questi pesci.

Il bando, secondo l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, non entrerà completamente in effetto prima di tre anni, e non è chiaro se sarà effettivamente rispettato in questo enorme Paese dove nelle remote provice le direttive provenienti da Pechino vengono molto spesso ignorate dai funzionari locali. Nondieno, i difensori dell’abiente hanno accolto con gioia il parziale bando, avendo gli esperti da tempo predetto che l’enorme domanda di pinne sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza dei pescicani nel mondo.

Secondo Andy Cornish, direttore del settore conservazione al W.W.F. di Hong Kong, ha esultato per il bando ordinato dal governo centrale cinese. ”E’ la prima volta che il governo decide di eliminare la zuppa dai banchetti ufficiali – ha detto – e questa decisione sarà un importante segnale per i consumatori in Cina, il più grande mercato del mondo per le pinne.

A dire il vero, per i palati occidentali questa zuppa non è esattamente una particolare leccornia: è scivolosa e non ha un gran sapore, ma i cinesi, e non solo, ne vanno matti consideradola anche una sorta di status symbol per festeggiamenti, matrimoni, battesimi e via dicendo. In effetti, è molto costosa. A Hong Kong, il principale centro di vendita delle pinne, le fanno pagare 2.000 dollari di Hong Kong, o 260 dollari americani, per ogni catty, una tradizionale unità di misura equivalente circa a 450 grammi. Siccome un catty produce circa dieci porzioni di zuppa, ciascuna di esse viene a costare 26 dollari americani.

La crescita economica in Asia ha fatto sì che sempre più persone possono permettersi la zuppa, e, sospinte dalle associazioni ambientaliste, molte nazioni hanno proibito la pesca degli squali. Svariati stati americani, come la Caifornia, anch’essi l’hanno proibita, e perfino ad Hong Kong molti ristoranti ed alberghi di lusso hanno stralciato la zuppa dai loro menu. Ma il governo di Hong Kong tiene duro: nell’ex-colonia britannica il traffico di pinne è sempre più fiorente.