Cina: quartieri di Pechino chiusi a poveri e immigrati. Il Partito Comunista: “Un successo”

Pubblicato il 6 Luglio 2010 10:39 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2010 10:39

Liu Qi

L’esperimento di chiudere alcuni villaggi che si trovano nella periferia di Pechino agli immigrati dalle zone piu’ povere della Cina e’ stato un successo e verra’ esteso ad altri villaggi e quartieri e forse a tutta la capitale. Lo ha affermato il segretario del Partito Comunista di Pechino Liu Qi dopo aver visitato uno dei villaggi dove la ”chiusura” e’ stata applicata, secondo il Beijing Daily.

Pechino e’ una municipalita’ con i poteri e l’estensione geografica di una provincia. E’ divisa in distretti e conteee che comprendono piccoli centri urbani e villaggi rurali. In uno di questi, Dashengzhuang nel distretto di Daixing, e’ stato istituito un servizio di vigilanza che per 24 ore al giorno esamina i documenti di tutti coloro che entrano. Il villaggio e’ completamente chiuso dalle 11 di sera alle 6 di mattina.

Il ministro della Pubblica Sicurezza, Meng Jianzhu, ha giustificato la misura affermando che gli immigrati sono in genere ”giovani e pericolosi” e che in alcuni villaggi sono ormai la maggioranza della popolazione. L’esperimento di Daixing e’ stato lanciato dopo che nel distretto si sono verificate undici morti violente a novembre e dicembre.

Misure analoghe di controllo della cosiddetta popolazione ”fluttuante” degli immigrati – valutata tra i tre e i quattro milioni di persone – sono state prese in passato per brevi periodi, come l’epidemia di Sars del 2003, le Olimpiadi del 2008, il 60 anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese che si e’ celebrato l’anno scorso.