Cina, scrittrice condannata a 10 anni di carcere: nei suoi libri scene di rapporti gay

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 novembre 2018 17:38 | Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2018 17:38
Cina, scrittrice condannata a 10 anni di carcere: nei suoi libri scene di rapporti gay

Cina, scrittrice condannata a 10 anni di carcere: nei suoi libri scene di rapporti gay (Foto archivio Ansa)

PECHINO – Dieci anni di carcere per aver scritto e pubblicato libri che contenevano anche scene si sesso omosessuale: è la condanna inflitta in Cina ad una scrittrice, identificata sulla stampa solo con il nome di Liu.  

Il Global Times, tabloid nato da una costola del Quotidiano del Popolo, “voce” del Partito comunista cinese, ha riferito che la sentenza è del 31 ottobre ed è stata pronunciata dal tribunale di Wuhu, nella provincia meridionale di Anhui, da cui la scrittrice è originaria.

La donna scriveva i libri con lo pseudonimo ‘Tianyi’, e ha attirato l’attenzione della polizia con il successo del 2017 del suo romanzo ‘Gongzhan’, nel mirino per i “comportamenti sessuali osceni tra uomini” e “atti perversi sessuali, come violazioni e abusi”.

Considerando anche altri libri di cui è autrice, la donna è accusata di aver venduto oltre settemila libri con contenuti “sensibili”, classificati come pornografici dalle autorità cinesi, guadagnando circa 150mila yuan complessivi, pari a quasi 19mila euro.

La scrittrice ha presentato istanza di appello presso la Corte Intermedia del Popolo di Wuhu, ma la condanna a dieci anni è apparsa eccessiva a molti, tra cui un sessuologo e sociologo citato dal Global Times, Li Yinhe, per il quale “persino una condanna a un anno sarebbe stata troppo”.

La severità della sentenza sarebbe imputabile a un’arretrata interpretazione delle leggi risalenti al 1998, molto indietro rispetto ai cambiamenti della società, secondo l’avvocato Deng Xueping. Il fatto che il Global Times ne parli con toni critici è forse la più chiara e nitida conferma. Su Weibo, il Twitter cinese, in molti hanno anche obiettato che una pena così dura non è comminata in Cina neanche a gravi reati a carattere sessuale.