Cina: nella scuola di Suzhou un muro divide i figli delle famiglie ricche da quelle povere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2018 12:48
Cina: nella scuola di Suzhou un muro divide i figli delle famiglie ricche da quelle povere

Cina: nella scuola di Suzhou un muro divide i figli delle famiglie ricche da quelle povere

ROMA – In una scuola elementare di Suzhou, grande città cinese sulle sponde del fiume Azzurro, un muro è stato eretto per separare i figli dei residenti da quelli delle famiglie dei lavoratori migranti interni. Da una parte i quattrocento rampolli delle famiglie ricche, dall’altra gli ottocento di quelle povere. Spazi, attività, educazione rigidamente divisi.

Sono stati i genitori dei primi a protestare per l’inserimento nell’istituto degli “stranieri”: hanno investito tanti soldi per consentire un’educazione privilegiata ai propri figli, spendendo fior di quattrini per abitare in quel bel quartiere di quella che è considerata la “Venezia d’Oriente” e ottenerne la residenza.

Il preside ha accolto le loro proteste, con uno zelo addirittura esagerato visto che ha promesso una stretta ulteriore al regime separatista della scuola. Il punto, poco comprensibile da noi, è il certificato di residenza, in cinese “hukou”: il sistema cinese di registrazione delle famiglie associa il documento al domicilio, una maniera per pianificare e gestire budget sociale e prestazioni previdenziali.

Senza l’hukou giusto sei fuori, nonostante la riforma recente: chi si sposta dalle campagne per tentar fortuna in città è trattato come un migrante privo di documenti. In Cina la notizia ha fatto scalpore, il classismo sfacciato della vicenda non è passata inosservata. Ma è un fatto che il certificato di residenza che indica l’esatta località di nascita e di registrazione di ogni cittadino cinese, è l’unico modo che il grande Stato ha per censire l’enorme popolazione e allocare le risorse pubbliche destinate a garantire pensioni e assistenza sanitaria. Diverse da zona a zona, per “gabbie” come usava nel linguaggio attuariale in Occidente.

Il Partito Comunista promuove la mobilità sociale ma la gestisce in maniera ferrea creando condizioni di disuguaglianza, erigendo muri. La classe media cinese ringrazia.