Cina, si teme seconda ondata. Chiusa la città al confine russo, porta d’accesso a Vladivostok

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2020 13:31 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2020 13:31
Cina, si teme seconda ondata. Chiusa la città al confine russo, porta d'accesso a Vladivostok

Cina, si teme seconda ondata (Ansa)

ROMA – I timori sulla seconda ondata di Covid-19 contagi in Cina si concentrano sulla provincia del nord di Heilongjiang dopo il picco giornaliero di 25 casi importati con gli arrivi di viaggiatori dalla Russia.

Suifenhe, città con più di 60.000 abitanti sul confine russo e porta d’accesso per Vladivostok, ha varato oggi un lockdown come quello appena rimosso a Wuhan, nell’Hubei. I residenti, ha riportato la tv statale Cctv, sono obbligati a stare nei compound residenziali e solo una persona per famiglia potrà ogni tre giorni uscire per comprare i beni di prima necessità.

La Commissione sanitaria dell’ Heilongjiang ha reso noto oggi l’individuazione di 25 nuovi casi di contagio importato di Covid-19, tra cui due pazienti in gravi condizioni, portando il totale a quota 87.

Il dato odierno, che è quasi la metà dei 59 casi nazionali, è composto da cittadini cinesi rientrati in patria a Suifenhe via autobus dopo un volo da Mosca a Vladivostok. Tutti sono stati ricoverati in ospedale, secondo il China Daily, mentre i passeggeri dello stesso volo sono stati messi in quarantena.

La Commissione ha detto inoltre che nessun residente è entrato in contatto ravvicinato con i contagiati. La provincia ha anche riportato un totale di 86 casi di asintomatici, tutti giunti seguendo la rotta russa. Già ieri, l’autostrada di Suifenhe è stata chiusa, mentre la provincia ha sollecitato i cittadini cinesi a evitare il corridoio sino-russo.

Il primo caso di coronavirus importato nell’Heilongjiang si è risolto ieri con la guarigione: il paziente, un 25enne, è stato dimesso dall’ospedale di Harbin per le malattie infettive. (fonte Ansa)