Cina, spiragli sulla pena di morte. Per la prima volta in calo il numero di esecuzioni capitali

Pubblicato il 30 Luglio 2009 15:18 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2009 15:18

TO100308EST_57Le condanne a morte eseguite in Cina nel 2008 sono state 5.727. Un dato consistente che, per la prima volta in diversi anni, fa però registrare  un lievissimo calo rispetto agli anni precedenti.

Nel 2007, i giustiziati nel paese asiatico erano stati pochi di più, 5.851. Anche il dato di quest’anno, in ogni caso, lascia la Cina saldamente in testa alla poco lusinghiera classifica del numero delle esecuzioni capitali davanti ad Iran e Arabia Saudita.

Qualche segnale positivo da Pechino, però, inizia ad arrivare: il vicepresidente della vicepresidente della Corte Suprema cinese, Zhang Jun, ha annunciato che l’organo di giustizia ricorrerà sempre più spesso alla «pena di morte con commutazione», con l’obiettivo di ridurre

in maniera rilevante il numero delle esecuzioni  nella Repubblica Popolare.

A darne notizia, il quotidiano China Daily che ha intervistato lo stesso Zhang.  Il vicepresidente della Corte Suprema,  in ogni caso, ha ribadito l’impossibilità, «vista la situazione attuale e le condizioni di sicurezza», di abolire la pena di morte.

Dal 1 gennaio 2007, in Cina è in vigore una legge secondo cui tutte le condanne capitali emesse da tribunali minori, prima di diventare effettive devono essere esaminate dalla Corte Suprema, che ha fatto sapere di averne annullate diverse.