Cina, ancora un suicidio nella fabbrica maledetta

Pubblicato il 21 luglio 2010 20:46 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2010 20:46

Un altro lavoratore dell’azienda taiwanese Foxconn, l’azienda che produce componenti per iPhone e iPad, si è suicidato lanciandosi dal tetto del dormitorio della fabbrica. Secondo quanto riferisce l’agenzia ASIANEWS, l’operaio, un diciottenne migrante, si è lanciato ieri dal sesto piano del dormitorio di proprietè dellaChimei Innolux Corp., una società sussidiaria della Foxconn a Foshan, nella provincia meridionale del Guangdong.

Il giovane stava seguendo da giugno uno stage estivo nella società, essendo ancora iscritto alla scuola professionale di tecnologia Dongfang di Shijiazhuang, capitale della provincia settentrionale dell’Hebei.

Nella fabbrica della Foxconn a Shenzhen, sempre nella provincia del Guangdong, si sono già suicidati 10 operai ed altri tre hanno tentato di farlo fra maggio e giugno.

Dietro i suicidi, spiegano gli analisti, ci sono le pessime condizioni di lavoro e vita: per racimolare uno stipendio di poco più di 200 euro al mese, si lavora tutti i giorni in straordinario, senza poter parlare nemmeno con il vicino di lavoro.

Con 20 fabbriche in Cina, la Foxconn impiega più di 800 mila lavoratori. L’azienda di Taiwan è la più grande al mondo in componenti elettronici. Solo a Shenzhen lavorano 420.000 persone, che producono circa il 70% dei prodotti della Apple, oltre a componenti per Siemens, Nokia, Sony, Hewlett-Packard, Dell e altri.