Cina: umiliazione pubblica frequente per i presunti criminali

Pubblicato il 9 Novembre 2010 8:31 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2010 8:34

In Cina la pubblica umiliazione dei ‘criminali’ – di solito persone accusate ma ancora in attesa di giudizio – è  una pratica diffusa, nonostante sia vietata dalla legge. Lo afferma il quotidiano cinese Global Times.

Il giornale cita tra gli altri il caso di 17 tra uomini e donne che sono stati costretti a marciare davanti a migliaia di persone con al collo dei cartelli che denunciavano la loro ‘colpa’, cioè ”aver sabotato un progetto di edilizia pubblica e aver disturbato l’ordine sociale”.

La parata punitiva, sul modello di quelle che venivano praticate dalle Guardie rosse di Mao Zedong durante la Rivoluzione culturale (1966-1976), si è svolta martedì 2 novembre ad Ankang, nella provincia dello Shanxi. ”È una chiara violazione delle legge che dimostra disprezzo dei diritti umani”, ha commentato l’avvocato di Pechino He Bingsong. Il giornale afferma che ”mentre le autorità centrali negli ultimi anni affermano di voler migliorare il sistema legale, le autorità locali continuano a ricorrere a forme di giustizia più populiste, ignorando del tutto il processo giudiziario”.