Cina, videogiochi vietati ai bambini per più di un’ora e mezza al giorno e dopo le 22

di Caterina Galloni
Pubblicato il 10 Novembre 2019 6:48 | Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2019 18:59
Cina, videogiochi vietati ai bambini per più di un'ora e mezza al giorno e dopo le 22

Un bimbo che gioca ai videogiochi (Foto archivio Ansa)

PECHINO – In Cina, entrerà in vigore una nuova legge in base alla quale i ragazzi che non hanno compiuto 16 anni, potranno giocare online non più di un’ora e mezza al giorno e non oltre le 22:00. Al bambini sotto gli otto anni sarà inoltre proibito giocare a videogiochi che prevedono un pagamento in contanti. La legge è stata approvata lo scorso martedì ed è mirata a frenare la dipendenza dai videogiochi tra i giovani cinesi.

La notizia è arrivata in contemporanea con un’altra: una provincia cinese ha annunciato un piano affinché i bambini vadano a dormire entro le 22:00 anche se non hanno finito i compiti. Secondo alcune stime oltre il 14% dei minorenni cinesi, o 33 milioni di quelli di età inferiore ai 16 anni, sono ossessionati da Internet.

In base alla nuova legge i giovani di età inferiore ai 16 anni non potranno giocare per più di un’ora e mezza nei giorni feriali e tre ore nel fine settimana o durante le festività ufficiali. Severamente vietato giocare tra le 22:00 e le 08:00. Inoltre, le società di videogiochi online non dovranno consentire agli utenti di età inferiore agli otto anni di utilizzare giochi che richiedono pagamenti in contanti.

Per i giovani tra 8 e 16 anni, è stato fissato un tetto di ricarica mensile di 200 yuan (circa 25 euro) e un limite di singola transazione di 50 yuan (circa 6 euro). I giocatori adulti non potranno spendere più di 400 yuan (55 euro) al mese per lo stesso gioco o 100 yuan (13 euro) ogni volta.

La direttiva mira a reprimere l’ossessione per il gioco di bambini e adolescenti, secondo un portavoce dell’Amministrazione generale della stampa e delle pubblicazioni del paese. Si prefigge inoltre di impedire alle persone di spendere troppo per l’intrattenimento.

In Cina, la dipendenza da Internet è considerata un disturbo clinico, con un numero crescente di giovani che evitano lo studio, la vita sociale e la famiglia per navigare in rete o giocare online. Spesso trascorrono anche 17 ore online e indossano dei pannolini così da non dover fare delle pause per andare in bagno.

I casi più gravi di fanatici del gioco vengono mandati nei campi di addestramento militari per la “disintossicazione digitale” così da liberarli dalla dipendenza. Secondo le statistiche il paese ha più di 800 milioni di utenti Internet e 29 milioni hanno meno di 10 anni.

Da un recente studio è emerso che quasi il 70% dei bambini ha uno smartphone e che quasi la metà dei piccoli tra sette e nove anni ha accesso a Internet. L’eccessiva permanenza on line ha causato problemi alla vista, come ad esempio la miopia, ne soffrono 450 milioni di persone e la cifra è in aumento.

Il forte fascino che sprigionano i videogiochi ha creato problemi economici alle famiglie: i genitori per far stare buoni i figli hanno comprato loro un telefono senza rendersi conto che i videogiochi richiedono continue ricariche.

Fonte: Daily Mail