Cinema, Al Pacino: quando un gangster compie 70 anni

Pubblicato il 18 Aprile 2010 16:23 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2010 19:22

Al Pacino

Al Pacino, settanta anni il 24 aprile. Tre volte mitico “Padrino” per Coppola, l’attore ha esordito da protagonista come piccolo spacciatore in “Panico a Needle Park” film del 1971 diretto da Jerry Schatzberg, ma è stato poi anche grande spacciatore e gangster nel barocco remake di ‘Scarface’ (film a cui si ispirano più di ogni altro mafiosi e uomini della ‘ndrangheta) e, infine, trafficante di eroina in “Carlito’s Way”, entrambi firmati da Brian De Palma.

Capace anche ovviamente di stare dall’altra parte della legge, Pacino – che ha avuto tra le sue molte fiamme Jill Clayburgh, Marthe Keller, Diane Keaton e Penelope Ann Miller – é stato Serpico, poliziotto con spinone al seguito, ma anche l’agente dell’ Fbi Donnie Brasco, nonché l’avvocato idealista e tutto di un pezzo di “E giustizia per tutti” (film con cammeo del suo maestro Lee Strasberg) e il detective Vince Hanna di ‘Heat-la sfida’, dove per la prima volta divide lo schermo col grande rivale Robert De Niro.

Una grandissima star, insomma,  capace di interpretare un sincopato Padrino come un credibile Riccardo III, riuscendo a far convivere recitazione teatrale e cinematografica. Allievo della prima ora dell’Actor’s Studio, Pacino ha attualmente al suo attivo 8 candidature, ma un solo Oscar (per il remake di “Profumo di donna”).

Alfredo James Pacino, questo il suo nome per intero, nasce il 25 aprile 1940 a New York, nella zona di East Harlem da genitori di origine siciliane. Il padre Sal, agente assicurativo, abbandona la madre Rose quando Al aveva solo due anni e il piccolo si trasferisce, con la madre e i nonni, nel Bronx. A tre anni il gioco preferito di Al era, a detta di tutti, recitare per il nonno. I primi anni della vita sono difficili anche per l’estrema povertà della famiglia. A scuola non è certo il migliore della classe, ma eccelle per le sue straordinarie capacita di attore. Al si iscrive così alla High School of Performing Arts di New York City, ma a diciassette anni la abbandona, va via di casa e inizia a cercare lavoro come attore. Negli anni successivi esercita molti mestieri tra cui fattorino, operaio e traslocatore. Ma comunque continua a sviluppare le proprie capacità di recitazione frequentando l’Actor’s Studio di Lee Strasberg e l’Hebert Berghof Studio.

Durante gli anni sessanta Al Pacino lavora in teatro, partecipando a spettacoli di vario genere, da quelli per bambini alle produzioni di Broadway, e nella prima metà degli anni Settanta, con una straordinaria sequenza di film. Tra i più convinti scapoli d’oro di Hollywood, Al Pacino ha una figlia, Julie Marie, nata nel 1989 dalla relazione con l’insegnante di teatro Jan Tarrant, e due gemelli Olivia e Anton di nove anni, avuti dall’attrice Beverly D’Angelo. «Tutti pensano che gli attori sono dei bugiardi. Si dice: “smettila di recitare”. Ma io credo che si reciti solo nella vita, mentre nell’arte si persegue solo la verità»: ecco una sua pillola di saggezza a chiusura dell’incontro all’Auditorium alla terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma nell’ottobre 2008.