Civili tedeschi entrano nel lager di Buchenwald alla fine della guerra e piangono VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 gennaio 2018 6:05 | Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2018 19:13
Civili tedeschi entrano nel lager di Buchenwald alla fine della guerra e piangono VIDEO

Civili tedeschi entrano nel lager di Buchenwald alla fine della guerra e piangono VIDEO

BERLINO – Uno straziante filmato girato nel lager di Buchenwald a Weimar, Germania, mostra un gruppo di civili tedeschi mentre entrano nel famigerato campo di concentramento, pochi giorni dopo essere stato liberato dalle truppe USA,  per guardare da vicino le atrocità commesse dai nazisti alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Mentre attraversano il lager i cittadini piangono alla vista di mucchi di corpi macilenti sui camion; erano stati esposti alcuni oggetti appartenenti alle vittime e una donna, non reggendo lo shock, collassa e viene portata via da due militari.

Buchenwald è stato uno dei più grandi campi di concentramento della Germania nazista e il primo a essere liberato dalle truppe americane.
Istituito nel 1937, erano presenti detenuti ebrei, zingari, disabili, omosessuali e prigionieri di guerra sovietici, scrive il Daily Mail.
Secondo stime prudenti, nel campo sono morte circa 35.000 persone ma si basano solo su documenti delle SS, la cifra reale potrebbe essere molto più alta.

Ohrdruf, uno dei campi di concentramento che faceva parte del complesso concentrazionario di Buchenwald, fu liberato dalla 89° divisione di fanteria americana il 4 aprile 1945, le truppe USA entrarono nel campo principale di Buchenwald alle 15.15 dell’11 aprile.
L’orologio del campo che attualmente funge da museo, ancora oggi è fermo a quell’ora.
Secondo alcuni report, nel lager furono condotti un migliaio di residenti di Weimar, in gruppi di 100 persone, scortati dalle truppe americane, quattro giorni dopo la liberazione, così da toccare con mano le atrocità commesse dai nazisti.

Nei giorni seguenti, il giornalista Edward R. Murrow agli ascoltatori radiofonici americani, riferì le condizione in cui versava Buchenwald.

“C’era un odore insopportabile. Adulti e ragazzi vestiti di stracci e uniformi, cercavano di toccarmi. La morte di molti compagni li aveva segnati ma gli occhi erano sorridenti”.
“Guardavo oltre la massa di uomini, verso i campi verdeggianti dove stavano arando dei tedeschi ben nutriti”.
“Siamo andati all’ospedale. Era pieno. Il dottore mi ha detto che il giorno precedente erano morte 200 persone. Quando ho chiesto la causa del decesso ha risposto “tubercolosi, fame, stanchezza e molti non hanno voglia di vivere, è molto difficile”.
Il medico “ha sollevato la coperta dai piedi di un uomo per mostrare quanto fossero gonfi. Era morto. La maggior parte dei pazienti non poteva muoversi”, raccontò all’epoca il giornalista.
“Ho chiesto di vedere la cucina. Era pulita. Il tedesco responsabile mi ha mostrato la razione giornaliera. Un pezzo di pane marrone piccolo come il pollice con sopra un pezzo di margarina grande quanto tre stick di chewing gum e un po’ di stufato è quanto mangiavano quotidianamente”. Appeso al muro c’era un grafico complicato:”Erano attaccate in modo sparso delle linguette rosse, ciascuna indicava il decesso di 10 uomini. Doveva render conto delle razioni e aggiunto “qui siamo molto efficienti”, ricordava Murrow.

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