New York. Quattordicenne suicida dopo strage dell’intera famiglia

Pubblicato il 24 luglio 2010 12:52 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2010 12:52

Un quattordicenne ha fatto strage della sua famiglia a Staten Island e si è suicidato dopo aver dato fuoco alla casa nel sobborgo di New York. CJ Jones ha tagliato la gola a due sorelline di 7 e 10 anni, ha ucciso la madre di 30 anni e un fratellino di 2 anni appiccando fuoco alla casa di Nicholas Avenue, poi si è ucciso tagliandosi la gola con un rasoio.

I vigili del fuoco erano intervenuti per quello che era sembrato essere solo l’incendio di un appartamento. Una volta entrati, dopo spento le fiamme, i pompieri hanno trovato i corpi di due bambine di 7 e 10 anni riversi a terra con la gola tagliata; un bimbo di 2 anni ancora in vita ma soffocato dal fumo (è morto durante il trasporto in ospedale); il corpo della madre in un’altra stanza, morta soffocata. Infine, su un letto, il corpo di CJ Raymond, anch’egli con una profonda ferita alla gola e con un rasoio insanguinato ancora in mano.

Il ragazzo, che di recente era stato segnalato per episodi di violenza, avrebbe deciso di «farla finita» uccidendo tutti i famigliari, prima di dare fuoco alla casa e uccidersi. Secondo le testimonianze dei vicini, CJ era un piccolo piromane. Nei giorni scorsi era stato allontanato da una piscina del quartiere per aver dato fuoco a del materiale dell’impianto; in precedenza era stato visto più volte dare fuoco a vecchi giornali all’esterno di casa sua e in altri punti del quartiere.

Inoltre era stato di recente allontanato da scuola per aver aggredito uno dei dirigenti scolastici. La madre, Leisa Jones, viveva da sola con i quattro figli in una delle zone più povere di Staten Island. Lavorava part-time come guardia di sicurezza in un supermercato e frequentava una scuola di estetica.