Cleveland. Le tre ragazze viste nude e al guinzaglio due anni fa

Pubblicato il 8 Maggio 2013 9:39 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2013 12:56
Cleveland. Le tre ragazze viste dai vicini nude e al guinzaglio due anni fa

Cleveland. Le tre ragazze viste dai vicini nude e al guinzaglio due anni fa

CLEVELAND – Le tre ragazze viste dai vicini nude e al guinzaglio due anni fa. Amanda Berry, Gina DeJesus e Michelle Knight legate a un guinzaglio, nude e a quattro zampe vengono fatte camminare lungo il cortile della proprietà di Ariel Castro da tre uomini: è la scena cui hanno assistito diversi testimoni, l’orrore di una segregazione decennale che improvviso e inascoltato emerge in superficie. Testimoni che abitano nel quartiere, vicini di casa che si sono rivolti alla Polizia e che, è uno dei tanto misteri, sono rimasti senza risposta. Solo un paio di volte, sempre su segnalazione dei vicini, la Polizia si è avvicinata alla porta maledetta in Seymour Avenue: gli agenti hanno bussato, forse hanno sbirciato dalle finestre, quindi se ne sono andati.

Anche questo spiega come sia stato possibile, in un delirio di abiezione e impunità, rubare dieci anni di vita a tre innocenti ragazzine. Attraversata a forza la strada, sono diventate adulte prima di  essere restituite ai propri affetti: una di loro, Amanda, è diventata mamma, uno dei presunti padri, il maggior indiziato Ariel Castro, è stato visto addirittura al parco con la piccola al parco (“E’ mia nipote” annunciava sorridente). Troppe le stranezze, le zone d’ombra e le testimonianze ex post sembrano amplificarne l’incongruenza.

Gli interrogativi degli inquirenti sono tanti e tutti all’apparenza irrisolvibili. Tra il 2002 e il 2004 (epoca dei sequestri) le ragazze sono state costrette con la forza o abilmente circuite? Come mai nessuno è riuscito in dieci anni è riuscito ad avvertire la presenza di tre ragazze visto che mancano particolari blindature di porte o lavori che giustifichino una prigione improvvisata? I tre fratelli Castro, i tre orchi, vivevano insieme? Era ricco in quartiere degradato Ariel Castro, con la sua grocery, il suo spaccio alimentare gli conferiva il prestigio di un piccolo boss. L’ex autista di scuolabus si sussurra organizzasse, insieme ai fratelli, vari traffici legati alla marijuana. La casetta di legno davanti casa, una specie di ripostiglio per gli attrezzi allargato potrebbe essere il centro dei traffici illeciti. O la presunta prigione delle tre ragazze.

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