Clotilda, i resti dell’ultima nave di schiavi trovati in Alabama. Salpò dal Benin, fu data alle fiamme nel 1859

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 maggio 2019 14:41 | Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2019 14:41
Clotilda, i resti dell'ultima nave di schiavi trovati in Alabama. Salpò dal Benin, fu data alle fiamme nel 1859

Clotilda, i resti dell’ultima nave di schiavi trovati in Alabama. Salpò dal Benin, fu data alle fiamme nel 1859

ROMA – Quando la goletta Clotilda sbarcò sulle coste dell’Alabama nella baia di Mobile, il capitano William Foster, finite le operazioni di scarico, subito si accinse a darle fuoco. Era il 1859, la tratta di schiavi dichiarata illegale da 52 anni ma certo il traffico di uomini non era ancora stato debellato: dell’imbarcazione non doveva restar traccia perché a bordo erano stati stipati infatti 110 africani prelevati a forza dalle coste del Benin. Schiavi. Gli ultimi dei circa 389mila che dal ‘600 furono rapiti in Africa e ridotti in schiavitù in America del nord.

I resti della Clotilda sono infine emersi. Una scoperta storica e commovente che, idealmente, restituisce un pezzo di passato e di memoria ai discendenti. Con la Guerra Civile un terzo di quel carico umano riuscì ad emanciparsi da solo: fondarono una comunità, Africatown, nei sobborghi della città di Mobile. Le generazioni che si succedettero sempre rivolgevano un pensiero a quella nave scomparsa, la nave del loro destino.

“Questa nuova scoperta mette a fuoco quella che è stata la tragedia della schiavitù e testimonia il trionfo e la capacità di rivincita dello spirito umano nel superare l’orribile crimine che ha portato alla nascita di Africatown”, ha dichiarato Lisa Demetropoulos Jones, direttrice dell’Alabama Historical Commission, un’agenzia che si occupa della conservazione del patrimonio storico dello stato. (fonte Agi)

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