Corea del Nord: tutti scudi umani per difendere Kim Jong-Un

Pubblicato il 1 Gennaio 2012 20:17 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2012 20:29

ROMA, 1 GEN – Tutti uniti per difendere il nuovo leader supremo ''fino alla morte'' trasformandosi, se necessario, in scudi umani. Il regime nordcoreano ha chiamato a raccolta la popolazione per stringersi attorno a Kim Jong-Un, figlio minore del 'caro leader' Kim Jong-Il, salito al potere dopo la morte del padre, annunciata da Pyongyang il 19 dicembre scorso. ''L'intero partito, l'intero esercito e l'intero popolo devono avere la ferma convinzione di dover diventare scudi umani per difendere Kim Jong-Un fino alla morte", si legge in un editoriale pubblicato dall'organo del partito comunista al potere, Rodong Sinmun, e da tutti gli altri giornali ufficiali, gli unici autorizzati in Corea del Nord.

L'editoriale, identico per tutti i media di regime, fissa inoltre la linea politica per il 2012, sollecita un rafforzamento dell'esercito e del ruolo del partito, chiede agli Stati Uniti di ritirare i 28.500 soldati di stanza in Corea del Sud ma non insiste nelle minacce rivolte nei giorni scorsi contro Seul, annunciando che Pyongyang ''svilupperà relazioni amichevoli con chiunque rispetta la sovranita' del Paese''. Il regime ha anche annunciato che Kim Jong-Un e' stato nominato ufficialmente ''comandante supremo'' delle forze armate, che con 1.2 milioni di soldati sono le quarte al mondo per numero di effettivi. Nel suo nuovo ruolo, Kim Jong-Un ha ispezionato oggi una divisione corazzata, accompagnato da suo zio, l'influente Jang Song-Thaek, e dal capo di stato maggiore delle forze armate, Ri Yong-Ho, per decorare alcuni soldati. Il presidente cinese Hu Jintao ha inviato ''calorose felicitazioni'' al nuovo leader nordcoreano, secondo quanto scrive oggi l'agenzia nord-coreana Kcna. La Cina e' il principale alleato del regime di Pyongyang.

In Occidente, in Giappone e in Corea del Sud, aumentano invece i timori sul futuro della Corea del Nord. In un anno in cui in altre zone del mondo i dittatori sono stati deposti uno dopo l'altro e gli Stati Uniti continuano ad esercitare pressioni sui regimi arroccati al potere, come in Iran e in Siria, la Corea del Nord continua ad apparire refrattaria a qualunque influenza esterna. Quello di Pyongyang si conferma essere un regime dinastico-militare che basa la propria sopravvivenza interna su un controllo capillare da parte dei servizi segreti e quella esterna sul ricatto nucleare. Kim Jong-Il e' stato un vero maestro in questo, costringendo Corea del Sud, Giappone, Usa, Russia e Cina a interminabili negoziati, inframmezzati da esperimenti nucleari (veri o presunti), lanci di missili, attacchi a navi della Corea del Sud.