Corea del Nord, attacco preventivo dal Giappone prima di lancio di Kim?

di Caterina Galloni
Pubblicato il 27 Giugno 2020 12:06 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2020 12:06
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Corea del Nord, attacco preventivo dal Giappone prima di lancio di Kim?

Corea del Nord, il Giappone prepara un attacco preventivo contro le  basi dei missili di Kim? Il sistema americano di protezione  Aegis Ashore costa 1,6 miliardi e non si sa come e quanto bene protegga.

Il Governo di Tokyo ha disdettato il contratto  Aegis Ashore. Allo studio sembra ci sia una iniziativa più radicale.

 Aegis Ashore è un sistema antimissilistico figlio delle guerre stellari di Reagan negli anni ’80. Alla sua produzione concorrono le principali industrie americane della difesa. La versione Nato, in Europa, ha base in Romania.

Sarà contro la Costituzione pacifista, osservano i giapponesi, ma la sicurezza viene prima. Inutile spettare che Kim o la sorella sparino qualche missile contro il Giappone, per vedere se i loro congegni funzionano. Con la speranza che il sistema  Aegis Ashore funzioni.

Proprio come l’Italia in Libia. Ci siamo girati dall’altra parte quando su istigazione francese Gheddafi fu linciato. E ora ci troviamo con i turchi a occupare la quarta sponda di Mussolini. Un salto indietro di oltre un secolo.

Il Giappone sospende il sistema di difesa antimissile Aegis Ashore

Alla riunione del Consiglio di sicurezza nazionale,  il ministro della Difesa Taro Kono ha riferito che il dispiegamento dello scudo missilistico nelle prefetture di Akita e Yamaguchi è stato accantonato. Alla riunione ha partecipato il Primo Ministro Shinzo Abe,

Dopo aver valutato i dati forniti dagli Stati Uniti alla fine di maggio, il governo giapponese ha riconosciuto che sarebbe stata necessaria una drastica revisione del sistema. Al fine di garantire la caduta dei booster dei missili all’interno di un’area ritenuta sicura.

Le alternative a Aegis a terra includono l’espansione della flotta di navi da guerra equipaggiate con Aegis o la costruzione di strutture megafloat artificiali per allestire i sistemi Aegis in mare aperto. Ma entrambe le opzioni comportano spese ingenti.

A fronte dei costi elevati e della mancanza di affidabilità nel lanciare razzi in volo, colpire in anticipo le strutture di lancio sarebbe più economico e più facile, affermano alcune persone del settore della difesa.

Nella lunga alleanza militare con Washington, definita spesso “spada e scudo” il Giappone è considerato lo “scudo”.

Gli Stati Uniti rappresentano la “spada” che sferra gli attacchi mentre Tokyo si concentra sulla difesa.

Ma ultimamente questo concetto di sicurezza è stato messo in discussione.

Alti costi, poche certezze su funzionamento

“Non ci sono le condizioni di sicurezza per cui si possa parlare semplicemente di “spada e scudo”, ha spiegato il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi.

Esiste già un piano per l’acquisizione di hardware in grado di eseguire attacchi preventivi.

Nel 2017 il ministero della Difesa ha deciso di introdurre nell’arsenale dei missili da crociera a lungo raggio.

I missili, che arrivano a una distanza di 900 km, sarebbero lanciati da aerei da combattimento della Japan Air Self-Defense Force.

Il governo, tuttavia, sostiene che i missili non hanno lo scopo di attaccare le basi nemiche.

Il governo ha citato dei ritardi nella produzione e forti aumenti dei costi necessari per proteggere dai detriti lasciati dai missili, le aree residenziali vicine.

Dovrà inoltre discutere in merito ai contratti da 173 miliardi di yen ($ 1,6 miliardi) già conclusi in relazione al sistema Aegis Ashore sviluppato dagli Stati Uniti.

“Questo è un ritiro di fatto” da Aegis Ashore, ha detto un alto funzionario del governo.

A complicare ulteriormente la situazione è la complessità del monitoraggio dei missili.

Alcuni usano propellenti solidi che rendono più difficile il rilevamento dei lanci.

Altri missili sono in fase di sviluppo. Dovrebbero volare a velocità più elevate e operare variazioni di rotta così da evitare di essere abbattuti.

“Sarà più difficile intercettare i missili”, ha detto una fonte coinvolta nella difesa nazionale.

Il diritto di una nazione di difendersi, come elencato nell’Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, può essere applicato anche agli attacchi preventivi.

Allo studio attacco preventivo alla Corea del Nord

“Non credo che la Costituzione preveda che stiamo fermi in attesa della nostra distruzione”, aveva dichiarato nel 1956 Ichiro Hatoyama, allora primo ministro giapponese.

“Vogliamo considerare la questione come una politica puramente difensiva”, ha detto recentemente Yoshihide Suga, segretario generale del governo giapponese.

Il governo ha respinto l’ipotesi di possedere armi progettate esclusivamente per attaccare altre nazioni, come missili balistici intercontinentali, bombardieri e portaerei (fonte: Nikkei.com)