Coronavirus resta in aria mezz’ora e contagia fino a 4,5 metri? L’ultimo studio cinese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Marzo 2020 8:58 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2020 10:48
Coronavirus resta in aria mezz'ora e contagia fino a 4,5 metri? L'ultimo studio cinese

Coronavirus resta nell’aria mezz’ora? Lo studio cinese (Ansa)

ROMA – Può restare nell’aria fino a mezz’ora e raggiungere una distanza fino a 4,5 metri. Sulle superfici può sopravvivere fino a 2/3 giorni, nelle feci o nei liquidi corporei fino a 5. Il Coronavirus che emerge dallo studio più recente – realizzato dall’epidemiologo Hu Shixiong, in una ricerca pubblicata dalla rivista scientifica Practical Preventive Medicine – si rivela molto più virulento e resistente.

I risultati sembrano mettere in pregiudizio le norme di sicurezza approntate per evitare il contagio. Quelle, per intenderci, che prevedono una distanza minima di sicurezza tra le persone di un metro, un metro e mezzo. E se resta nell’aria fino a trenta minuti, può continuare a diffondersi anche quando la persona contagiata è uscita da una piccola stanza. O dal vano di un autobus quando il soggetto portatore è già sceso.

Allo studio cinese mancano ancora tutte le verifiche protocollari del caso per confermarne l’evidenza sperimentale, ma intanto ci dice che indossare la mascherina quando si circola a contatto con altre persone è decisivo per interrompere la catena della trasmissione del virus

Delle misure in questione, quelle del governo suggerite dall’Istituto superiore di sanità, bisogna comunque fidarsi, rassicura Walter Ricciardi, consigliere della direzione della Regione Europea dell’ Organizzazione mondiale della Sanità e consulente del ministro della Salute.

“Dalla Cina dicono che resta nell’aria trenta minuti e che la distanza di sicurezza sarebbe di quattro metri e mezzo? Noi stiamo studiando questo virus che è inedito. La norma che ci siamo dati è che igienizzando le superfici e lavando molto spesso le mani nell’ambiente questo virus lo distruggiamo. Lavando le mani e igienizzando le superfici diminuiamo del 70% le possibilità di contagio. La distanza di un metro, poi, è una distanza che ci rassicura”.

Anche il professor Massimo Galli, primario di Infettivologia dell’Ospedale Sacco di Milano prende con le molle le nuove, presunte al momento, evidenze. Secondo il professore, in condizioni particolari, sottoposto per esempio alla propulsione di un getto di aria, il virus potrebbe davvero coprire una distanza superiore ai 4 metri. Ma, in condizioni normali, rassicura Galli, la distanza minima di sicurezza di uno o due metri basta a scongiurare il contagio (fonte Ansa)