Coronavirus, Australia vieta l’ingresso a chi arriva dall’Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Marzo 2020 8:58 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2020 8:58
Coronavirus, Australia vieta l'ingresso a chi arriva dall'Italia

Coronavirus, Australia vieta l’ingresso a chi arriva dall’Italia (Nella foto Ansa, il premier australiano Scott Morrison)

SYDNEY  –  Se mai un italiano riuscisse a passare i controlli pensando di fuggire in Australia, sappia che non può. Non solo perché il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo per l’emergenza coronavirus vieta di lasciare il Paese, anzi, proprio il paese, o la città, ma anche perché il governo australiano ha annunciato l’estensione all’Italia del divieto di ingresso in Australia già in vigore per i viaggiatori provenienti da Cina, Iran e Corea del Sud. Cittadini australiani e residenti permanenti potranno tornare ma dovranno auto-isolarsi per due settimane.  

Coronavirus, in Australia il governo annuncia un piano sanità

Nel frattempo il governo australiano ha introdotto un pacchetto sanità da 2,4 miliardi di dollari australiani (oltre 1,4 miliardi di euro) volto a rallentare la diffusione del coronavirus nel Paese.

Il piano, annunciato oggi dal primo ministro Scott Morrison e da quello federale della Sanità Greg Hunt, include l’allestimento di circa 100 cliniche respiratorie temporanee per dirottare dagli ospedali le persone che temono di aver contratto il virus, e inoltre il rimborso delle consultazioni mediche per telefono o video, tramite la mutua nazionale Medicare.

Il governo ha messo a punto anche un pacchetto di stimolo all’economia mirante ad evitare un’ampiamente temuta recessione, che metterebbe fine al record di 29 anni di crescita economica ininterrotta.

Secondo le anticipazioni, il piano prevede sussidi a pensionati e a piccole aziende, oltre a nuove misure di sostegno ai tre milioni di lavoratori precari, per riportare liquidità all’economia e proteggere i posti di lavoro.

Sta per essere inoltre avviata una campagna di comunicazione da 30 milioni di dollari (17,5 milioni di euro) per assicurare al pubblico informazioni fattuali e tempestive e combattere la disinformazione diffusa nei social media. (Fonte: Ansa)