Coronavirus California, contratto da 800mln mascherine e società non consegna: annullato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Maggio 2020 19:54 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2020 19:54
Coronavirus California, contratto mascherine annullato con l'azienda

Coronavirus California, contratto mascherine annullato con l’azienda (Foto archivio ANSA)

ROMA – Una società che ha siglato un contratto per 800 milioni di mascherine con la California è stata licenziata dopo non essere riuscita a consegnare la merce nei tempi previsti.

La storia del contratto statale con la Bear Mountain Development Co. LLC  ha destato scalpore, perché la compagnia era stata favorita a livello politico, scrive il Los Angeles Times.

Coronavirus California, contratto annullato

La portata del contratto poi è stata scoperta dai funzionari che hanno confermato l’accordo con la California.

Infatti, gli Stati devono notificare se un appaltatore non riesce a consegnare le forniture promesse.

Anche se la California non ha accusato di illeciti l’impresa, il Los Angeles Times avrebbe appurato dei contatti tra i funzionari statali e un lobbysta locale.

Al 2 maggio la società avrebbe dovuto consegnare 180 milioni di mascherine, invece ne aveva consegnate solo poco più di 10 milioni.

Non è chiaro il motivo del ritardo della società nella commessa, ma i funzionari hanno annullato il contratto il 2 maggio e restituito le mascherine.

Mascherine, il caso analogo in Italia

Una storia che ricorda quella italiana della società Only Logistic Italia, di cui è rappresentante legale Irene Pivetti.

Migliaia di mascherine prodotte dalla società rappresentata dalla Pivetti sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza.

La Pivetti risulta indagata per ricettazione, frode nell’esercizio del commercio, vendita di cose con impronte contraffatte e violazioni alla legge doganale.

Secondo l’accusa non solo avrebbe importato dalla Cina mascherine con marchi e certificazioni contraffatte, ma lo avrebbe anche fatto in regime di esenzione IVA grazie a un maxiordine da 25 milioni di euro della Protezione Civile.

Nei giorni scorsi il procuratore di Savona Ubaldo Pelosi aveva disposto il blocco dei conti della società e una perquisizione negli uffici dell’azienda.

Tutto è nato dal sequestro di una fornitura alla Farmacia Saettone di Savona.

Da lì l’indagine ha portato alla Only Italia, importatrice dei Dpi.

Attualmente la società è nel mirino, oltre che della Procura di Savona, anche di quelle di Roma e Siracusa.

I pm capitolini indagano per tentativo di frode nelle pubbliche forniture. (Fonti: Los Angeles Times, ANSA)