Coronavirus, il “superdiffusore” che ha infettato 15 medici. Wuhan, isolare 11 milioni di persone?

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2020 9:30 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2020 9:50
Coronavirus Cina, anche 15 medici e infermieri infettati a Wuhan. Isolare 11 milioni di persone?

Cittadini cinesi indossano la mascherina (Foto archivio Ansa)

PECHINO – Anche 15 operatori sanitari, tra medici e infermieri, sono stati infettati dal nuovo coronavirus cinese, simile alla Sars. E’ successo proprio a Wuhan, da dove il focolaio è partito. Potrebbe essere iniziata così la parabola del misterioso virus che in meno di un mese è passato da pochi casi isolati, il primo in un mercato del pesce, a minaccia per la salute pubblica internazionale. 

Non è chiaro se sia stato il paziente zero a contagiare i sanitari, perché la notizia è giunta tardivamente dalla Commissione salute cinese. Ma il dato preoccupa molto, poiché c’è il rischio che possano svilupparsi epidemie negli ospedali. “Come già si è verificato nel 2002-2003 con i virus della Sars e della Mers, in alcuni ospedali di Canada e Corea”, spiega Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma, il centro riferimento per il trattamento di eventuali casi del nuovo virus in Italia. E’ dunque “fondamentale – sottolinea Ippolito – isolare quanto prima possibile eventuali casi tra gli operatori sanitari, applicando tutte le misure di prevenzione”.

Intanto, il virus è sbarcato anche negli Usa e ha fatto altre vittime in Cina: i casi accertati in tutto il Paese hanno superato i 400 e le vittime sono aumentate da sei a nove. Lo ha detto il vice ministro della Commissione nazionale per la salute Li Bin in una conferenza stampa. E se il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha innalzato da basso a moderato il rischio dell’arrivo del virus in Europa, è anche vero che tale probabilità può ora aumentare ulteriormente con le imminenti celebrazioni del Capodanno cinese, previste tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, per via dell’aumento dei viaggi da e per la Cina. In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan (Roma, Parigi e Londra), mentre altri hanno connessioni indirette.

Il Partito-Stato ordina trasparenza

Il Partito-Stato da Pechino ordina ai quadri delle lontane province cinesi trasparenza: “Chi nascondesse informazioni sul virus sarebbe punito severamente e inchiodato per l’eternità alla colonna dell’infamia”. Sappiamo che il misterioso coronavirus partito dal mercato del pesce e degli animali di Wuhan a fine dicembre “salta anche da persona a persona”, ha detto lunedì sera alla tv statale il dottor Zhong Nanshan, stimato epidemiologo. Mentre la Commissione nazionale per la salute del governo cinese ha finalmente schiodato il suo elenco dei casi accertati, che era fermo da tre settimane a quota 45. O si sono informati meglio o effettivamente il virus era già più diffuso di quanto i cinesi non volessero ammettere.

Le Tappe

31 dicembre 2019: è arrivata la prima comunicazione ufficiale sul virus da parte della Cina all’Oms. Le autorità di Pechino segnalano un focolaio di polmoniti di origine sconosciuta verificatesi tra la metà e la fine di dicembre, riconducibili ad un mercato del pesce di Wuhan, città della Cina centrale con 11 milioni di abitanti, che verrà chiuso l’1 gennaio.

6 gennaio: le autorità cinesi comunicano di aver escluso che a causare il focolaio siano stati virus come l’influenza o la Sars, su cui si erano appuntati i primi sospetti.

9 gennaio: l’Oms conferma che la malattia misteriosa è causata in realtà da un nuovo coronavirus, dello stesso tipo di quello della Sars e del Mers, mai isolato prima. In questa fase non ci sono ancora prove della possibile trasmissione da uomo a uomo. Il codice genetico viene messo a disposizione della comunità scientifica.

11 gennaio: c’è il primo morto per la malattia, un uomo di 61 anni con altre patologie preesistenti. Al momento sono nove i decessi registrati per il virus, tutti in Cina.

13 gennaio: l’Oms conferma il primo caso al di fuori della Cina, su una donna di Wuhan che ha sviluppato i sintomi durante un viaggio in Thailandia. A oggi sono quattro i casi esportati, due in Thailandia, uno in Giappone e uno in Corea del Sud, tutti in persone che hanno viaggiato a Wuhan. Diversi stati asiatici e anche gli Usa annunciano controlli specifici negli aeroporti, anche in vista dei festeggiamenti per il capodanno cinese, il 25 gennaio, occasione di viaggi all’estero per milioni di cinesi.

20 gennaio: arriva la conferma ufficiale della capacità del virus di trasmettersi da uomo a uomo, e la Cina ammette altri 217 casi confermati. L’Oms convoca la riunione del Comitato di Emergenza.

Gli altri virus

SARS: Ha fatto oltre 800 morti. Il primo virus sospettato è stato quello della Sars, che tra il 2002 e il 2003 aveva fatto quasi 8500 casi in 30 paesi del mondo con 801 morti.

MERS: L’altro virus parente di quello cinese, isolato nel 2012, ha invece fatto 2494 casi e 858 morti in 27 paesi.