Coronavirus sopravvive sui surgelati? In Cina due pescatori forse contagiati dal pesce…

di Caterina Galloni
Pubblicato il 25 Ottobre 2020 14:00 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2020 17:37
Coronavirus, in Cina due pescatori forse contagiati dal virus su del pesce congelato

Coronavirus, in Cina due pescatori forse contagiati dal virus su del pesce congelato (Ansa)

In Cina due pescatori potrebbero essere stati contagiati dal coronavirus presente su del pesce congelato

Il coronavirus potrebbe sopravvivere sulle confezioni di pesce congelato. E’ quanto sostiene il Centro per il controllo e la prevenzione (CDC) cinese. Dopo aver scoperto un’epidemia in una città legata al pesce congelato.

Il CDC ha rilevato e isolato un campione del coronavirus presente sull’imballaggio esterno del merluzzo congelato.

Fino a oggi sulle confezioni di alimenti congelati erano state trovate solo delle tracce del nuovo coronavirus.

È stato importato nella città di Qingdao, colpita da un nuovo gruppo di casi legati a due lavoratori portuali.

Gli uomini, risultati positivi asintomatici a settembre, al porto erano responsabili dello scarico dei frutti di mare congelati.

La scoperta del CDC cinese indica che è possibile che il virus, scientificamente chiamato SARS-CoV-2, venga trasportato su lunghe distanze tramite merci congelate.

Ma gli scienziati hanno avvertito che è possibile che entrambi i lavoratori portuali abbiano contratto altrove il coronavirus. Nonostante il fatto che in Cina ci fossero stati zero casi per due mesi prima dell’epidemia.

Non si può escludere che i pazienti abbiano contaminato i prodotti ittici congelati con il coronavirus stesso, e non che sia stato il prodotto fonte di infezione.

I rischi da prodotti congelati

La Food Standard Agency nel Regno Unito e l’Organizzazione mondiale della sanità affermano che il rischio di contrarre il virus dagli alimenti congelati è “estremamente basso”.

Il 17 ottobre il CDC cinese ha confermato il rilevamento del coronavirus. Sulla confezione di merluzzo congelato importato durante un’indagine sull’epidemia di Qingdao.

Secondo il Centro, “ha dimostrato che il contatto con imballaggi contaminati dal nuovo coronavirus potrebbe portare al contagio”, ha riferito l’agenzia di stampa statale cinese Xinhua.

“È la prima volta al mondo che sono state trovate tracce “vive” del virus  sugli imballaggi di alimenti congelati”, ha affermato il CDC.

Se il virus è vivo, significa che ha la capacità di infettare le persone.

Il contagio: pesce vettore?

Le autorità cinesi non hanno specificato in che modo i lavoratori abbiano contratto il virus, ma hanno affermato di “condividere l’esposizione comune”, riferendosi al pesce importato.

Ma l’ultima dichiarazione del CDC non mostra prove concrete che i due lavoratori di Qingdao abbiano preso il virus direttamente dalla confezione. Ha osservato Jin Dong-Yan, docente di virologia all’University of Hong Kong.

Potrebbero aver contratto il virus da qualche altra parte e poi aver contaminato l’imballaggio alimentare mentre lo toccavano, ha detto Dong-Yan alla Reuters.

Il CDC ha affermato che non è stato rilevato alcun caso di consumatori che abbiano contratto il virus entrando in contatto con alimenti congelati. E hanno spiegato che il rischio che ciò accada è molto basso.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha spiegato che è improbabile che le persone possano contrarre il coronavirus da alimenti o imballaggi alimentari.

E aggiunge che “non è necessario disinfettare le confezioni degli alimenti”.

Gli esperti ipotizzano che le condizioni fredde all’interno delle fabbriche alimentari potrebbero favorire la diffusione del virus.

Ma la sola temperatura non sembra essere un fattore di diffusione.

Michael Head, ricercatore sanitario globale presso l’University of Southampton, ritiene che la causa delle epidemie nelle fabbriche è molto probabilmente la stretta vicinanza.

“Sebbene la refrigerazione possa essere un fattore che contribuisce alla diffusione del virus, è probabile che un fattore chiave sia il numero di persone vicine all’interno”.

“Alcune fabbriche hanno alloggi in loco o nelle vicinanze dove ci sono diverse persone in ogni dormitorio, utilizzano autobus per recarsi sul posto di lavoro e restano chiuse, insieme, tutto il giorno.

“Il rispetto di misure come il lavaggio delle mani è dubbio ed è improbabile che ci sia un uso diffuso di DPI”. (Fonte: Daily Mail)