Coronavirus, come ha fatto la Nuova Zelanda a vincere. Lezione per Conte

di Caterina Galloni
Pubblicato il 29 Aprile 2020 6:12 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2020 1:16
Coronavirus, come ha fatto la Nuova Zelanda a vincere. Lezione per Conte

Coronavirus, come ha fatto la Nuova Zelanda a vincere. Lezione per Conte (Nella foto Ansa la premier Jacinda Ardern)

WELLINGTON – Coronavirus, la ricetta della Nuova Zelanda: un rigoroso lockdown. E sembra aver pagato.

Anche se tutti sanno che col virus ci dovremo convivere a lungo.

Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern questa settimana ha dichiarato che il Paese ha “vinto” contro il Covid-19, le imprese iniziano a riaprire, sebbene gli esperti siano ancora cauti.

Lunedì scorso, la Nuova Zelanda ha annunciato quattro probabili nuovi casi e un decesso nel fine settimana.

Sebbene Ardern abbia affermato che il Paese ha raggiunto l’obiettivo di “eliminare” del virus, ha chiarito che ciò non significa zero casi.

E’ la possibilità di tracciare le fonti di tutti i casi positivi e prevenire potenziali focolai.

All’inizio della pandemia, la Nuova Zelanda ha imposto restrizioni rigorose e un totale lockdown il 23 marzo, quando aveva meno di 100 casi e nessun decesso.

Le persone potevano uscire di casa esclusivamente per motivi essenziali e una alla volta.

Nei negozi di alimentari, i clienti dovevano posizionarsi a 1,8 metri di distanza.

Alle rigorose misure di distanziamento sociale, il paese ha unito anche la diffusione dei tamponi.

Su una popolazione con meno di 5 milioni di abitanti ne sono stati effettuati oltre 123.000.

La nazione può effettuare 8.000 tamponi al giorno, uno dei numeri più alti al mondo.

Di conseguenza, al 27 aprile, la Nuova Zelanda ha avuto meno di 1.500 casi confermati e 19 decessi.

Man mano che il Paese ridimensiona il Covid-19 alla Fase tre, che consente l’apertura di molte aziende, ad eccezione di quelle che richiedono un contatto diretto come i parrucchieri, le restrizioni saranno allentate.

Ardern, tuttavia, ha esortato le persone a continuare a lavorare da casa, sempre che la loro situazione lo consenta.

Tuttavia, nonostante l’allentamento delle restrizioni, i neozelandesi non dovranno aspettarsi un ritorno alla normalità in tempi brevi.

Soprattutto perché la seconda fase, fino all’11 maggio non sarà discussa.

Per mantenere basso il numero dei casi positivi, Ardern ha invitato le persone a rimanere vigili.

Il che significa che non verranno allentate le misure di distanziamento sociale.