Coronavirus Belgio, coprifuoco notturno ad Anversa. In Cina altri 68 casi, record da marzo

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Luglio 2020 10:35 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2020 11:14
Coronavirus Belgio, coprifuoco notturno Anversa. In Cina altri 68 casi, record da marzo

Coronavirus Belgio, coprifuoco notturno ad Anversa. In Cina altri 68 casi, record da marzo

Coprifuoco notturno ad Anversa, in Belgio. Altri 68 casi di coronavirus in Cina, record da marzo.

Scatta il coprifuoco notturno per emergenza coronavirus nella provincia belga di Anversa: tra le 23.30 e le 6 del mattino si dovrà restare in casa, tranne che per gli spostamenti essenziali come andare al lavoro o all’ospedale.

Lo ha annunciato lunedì sera la governatrice della provincia fiamminga, Cathy Berx, insieme ad altre misure contro l’epidemia di coronavirus, oltre a quelle adottate in giornata dal governo belga per l’intero territorio nazionale.

Nella provincia si concentra il 47% dei nuovi contagi della scorsa settimana in Belgio. 

“La situazione epidemiologica nella regione di Anversa ci obbliga sfortunatamente ad adottare delle misure supplementari”, ha detto la governatrice Berx invitando i residenti a “restare a casa il più possibile” e i visitatori “a non venire”.

Oltre al coprifuoco notturno, Berx ha annunciato la chiusura di bar e ristoranti alle 23, l’invito a ricorrere al telelavoro, l’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici per i maggiori di 12 anni e dove non può essere garantita la distanza fisica di 1,5 metri. Vietati infine gli sport di contatto. 

Coronavirus Cina, altri 68 casi dopo i 61 di domenica

Dopo i 61 nuovi casi di Covid-19 registrati domenica, la Cina ne conta lunedì altri 68, aggiornando i dati peggiori dalle 75 infezioni del 6 marzo scorso.

Secondo gli aggiornamenti forniti dalla Commissione sanitaria nazionale, i contagi a trasmissione locale sono stati 64, di cui 57 nello Xinjiang, 6 nel Liaoning e uno a Pechino.

I 4 casi residui sono stati ckassificati come importati: due accertati a Shanghai, uno a Pechino e uno nello Yunnan. I nuovi asintomatici confermati sono stati invece 34, di cui 6 importati. 

Coronavirus, 120 mila morti in Centro-Est Europa

Sono più di ventimila i morti per Covid-19 nell’Europa centro-orientale dall’inizio della pandemia. Lo si evince dai dati ufficiali delle autorità nazionali della regione, raccolti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

In base ai numeri aggiornati al 27 luglio, il totale di morti per Covid-19 nella regione è a quota 20.163. A registrare il numero più alto di decessi nell’area è la Germania, che al 27 luglio ha toccato quota 9.118.

Segue a distanza la Romania (2.187 vittime collegate al virus), uno dei Paesi della regione più colpiti dall’epidemia, in particolare nelle ultime settimane.

A ridosso Polonia (1671), Ucraina (1616), Moldova (740), Austria (712), Ungheria (596), Serbia (534), Bielorussia (524), Macedonia del Nord (460), Repubblica Ceca (371) e Bulgaria (340), mentre tutti gli altri Stati dell’area hanno registrato finora meno di 300 morti.

Il Paese che ne conta di meno è la Slovacchia (solo 28 decessi per Covid-19), seguita da Lettonia (31) e Montenegro (42).

Paese quest’ultimo dove da alcune settimane si sta verificando una dura recrudescenza dell’epidemia e un aumento delle vittime dopo che Podgorica aveva invece annunciato già a inizio giugno di essere riuscita a mettere sotto controllo la diffusione del virus.

La percentuale di morti per abitanti

In rapporto alla popolazione, è la Macedonia del Nord il Paese dell’Europa centro-orientale e dei Balcani ad aver registrato più decessi. 221 ogni milione di abitanti, contro i 580 dell’Italia.

Seguono Moldova (183), Romania (113), Germania (110), Kosovo (92), Bosnia-Erzegovina (81), Austria (80), Serbia (77), Montenegro (68), Ungheria (61), Slovenia (56), Bielorussia (55), Estonia (49), Albania (48), Polonia (44) e Ucraina (38).

Al capo opposto della classifica, la Slovacchia (solo 5 decessi per milione), Lettonia (16) e Grecia (19).

Tra il 20 e il 27 luglio, i decessi sono aumentati in maniera preoccupante in particolare in Montenegro. Qui sono passati da un totale di 32 a 43. Ma anche in Kosovo (da 125 a 167), in Albania (da 112 a 138), in Bosnia-Erzegovina (da 250 a 285), in Bulgaria (da 300 a 340), in Croazia (da 120 a 136), in Serbia (da 472 a 534), in Macedonia del Nord (da 422 a 460), in Romania (da 2.026 a 2.187) e in Ucraina (da 1498 a 1616).

I morti per Covid-19 nei Balcani occidentali (Albania, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Kosovo), in Slovenia, Croazia, Romania e Bulgaria sono ormai 4405, secondo dati aggiornati al 27 luglio.

Coronavirus mondo: 23mila contagi in Brasile, 57mila in Usa

Non si arresta la pandemia mondiale, con il Brasile, secondo Paese più colpito al mondo. Nelle ultime 24 ore sono 23 mila i nuovi casi di coronavirus, con le infezioni totali che sono arrivate a 2.442.375.

I morti sono stati 614, aggravando il bilancio a 87.618.

Continua piuttosto costante anche la crescita negli Stati Uniti, ormai da tempo epicentro mondiale dell’epidemia. Nelle ultime 24 ore l’Università Johns Hopkins ne ha contati circa 57 mila, con 679 morti.

Il totale in Usa sale così a 4,28 milioni (di cui 1,32 milioni di persone dichiarate guarite) e circa 147.500 morti.