Coronavirus. 2mila morti in Europa, “muro” Germania-Francia. New York e L.A. chiuse…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2020 9:37 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2020 9:37
Coronavirus. 2mila morti in Europa, "muro" Germania-Francia. New York e L.A. chiuse...

Coronavirus, duemila morti in Europa (Ansa)

ROMA – Nell’Europa unita, ogni giorno che passa risorgono all’improvviso confini e muri tra gli Stati, eretti in fretta e furia dalle capitali del Vecchio Continente spaventate dalla pandemia da Covid-19. Simbolica in tal senso l’ultima decisione presa dalla Germania di chiudere la frontiera con la Francia, oltre che i confini con Svizzera e Austria.

Tentativi di fermare o perlomeno di contenere una diffusione del coronavirus Sars-CoV-2 che a livello globale ha ormai provocato più di 6.000 morti, di cui oltre 2.000 sono proprio in Europa. Il bilancio dei contagi diventa sempre più drammatico.

Sono arrivati a quota 160.000 i casi registrati in tutto il mondo. La Cina rimane ancora lo Stato con il più alto numero di vittime (3.199) anche se la situazione è in continuo miglioramento e sono già undici le province del Paese asiatico senza contagi.

Usa, 65 morti. New York e L.A chiuse, Las Vegas spenta, a Miami…

New York e Los Angeles chiudono tutte le attività. Da oggi niente scuole, bar, ristoranti, cinema, tetri, locali notturni. Si potrà solo ordinare del cibo da asporto o da casa. E mentre il vicepresidente americano Mike Pence annuncia una stretta a livello federale per le prossime ore, sono già una decina gli Stati Usa che hanno adottato misure drastiche per il contenimento dei contagi, che in tutto il Paese hanno superato ampiamente i 3.400 casi con 65 morti.

Intanto, dopo il coprifuoco per le spiagge di Miami, si spengono anche le luci di Las Vegas, con tutti i principali casinò che da domani chiuderanno i battenti per almeno due settimane.

288 morti in Spagna, l’esercito pattuglia le strade

Ora è in Europa che l’epidemia si fa strada più in fretta. Solamente in Spagna, il secondo Paese più colpito del continente dopo l’Italia, ci sono stati circa 2.000 nuovi casi e un centinaio di vittime nel giro di appena 24 ore: 7.800 gli infettati in totale e 288 i morti. Per vigilare sul rispetto dell’isolamento quasi completo imposto nel fine settimana dal governo di Pedro Sanchez, sono stati schierati anche i militari dell’esercito a pattugliare le strade di Madrid e di altre città spagnole mentre i droni volano per controllare i movimenti.

Austria e Repubblica ceca fermano tutto

Si allunga anche la lista di chi segue il modello italiano e ferma tutto. E’ il caso, da ultima, dell’Austria dove saranno chiusi negozi, ristoranti, parchi giochi e campi sportivi. Come nel nostro Paese e come in Spagna, saranno inoltre consentiti solo gli spostamenti inderogabili. Anche tutta la Repubblica Ceca, che aveva già deciso di chiudere le frontiere, sarà ora messa in quarantena.

In Francia 90 morti, ma ieri elezioni e cittadini per strada

L’ultima misura adottata in Francia – dove si è votato per le municipali, anche se con un prevedibile tracollo dell’affluenza – è stata ridurre drasticamente i trasporti a lungo raggio. Il traffico ferroviario sarà dimezzato e rimarranno operativi soltanto alcuni voli internazionali. Chiusi anche tribunali e sospesi i processi. La preoccupazione è alta a Parigi, alla luce dei quasi 4.500 malati e dei 90 morti: il ministro dell’Educazione, Jean-Michel Blanquer, si è spinto a ipotizzare che l’epidemia potrebbe contagiare probabilmente più della metà della popolazione. Che per ora però non risponde agli appelli con i francesi in giro per strada in una domenica di sole.

Uk, Boris Johnson chiuderà gli over 70 in casa per 4 mesi

Pure nel Regno Unito, dove sono ormai quasi 1.400 i contagi e 35 i morti, il governo britannico di Boris Johnson si starebbe preparando ad abbandonare la linea della flemma tenuta finora e a imporre una prima restrizione di massa sul fronte dell’emergenza.

Dalla prossima settimana potrebbe essere decisa una quarantena obbligatoria, con auto-isolamento in casa fino a 4 mesi, per tutti i cittadini da 70 anni in su, anche senza sintomi.

Migliaia gli italiani bloccati all’estero

In questa paralisi sempre più soffocante che sta imbrigliando l’Europa e il mondo, sono ancora migliaia gli italiani che si trovano bloccati all’estero e vorrebbero rientrare in Italia. Difficile stimare un numero esatto ma l’Unità di crisi della Farnesina riceve ogni giorno tra le sei e le settemila telefonate di connazionali e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è tornato a ribadire che tutti saranno fatti tornare a casa. (fonte Ansa)