Coronavirus sopravvive nell’intestino. Isolati ceppi in campione di feci

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Febbraio 2020 12:00 | Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio 2020 12:00
Coronavirus: isolati ceppi in campione di feci. Ma non c'è prova di trasmissione oro-fecale

Coronavirus, isolati in Cina due diversi ceppi nelle feci (Ansa)

ROMA – Alcuni ceppi del nuovo coronavirus sopravvivono nell’intestino e sono stati trovati in Cina in campioni di feci di pazienti contagiati dalla sindrome da COVID-19.

Due diversi gruppi di ricercatori hanno isolato il virus in laboratorio, hanno reso noto oggi in conferenza stampa alcuni studiosi coinvolti, di vari istituti, fra cui il prof. Zhao Jincun dello State Key Laboratory of Respiratory Disease della Guangzhou Medical University.

“Abbiamo compiuto alcune scoperte in laboratorio, che necessitano ancora di ulteriori conferme da parte degli epidemiologi”, ha sottolineato il vicedirettore vicedirettore dello State Key Laboratory for Diagnosis and Treatment of Infectious Diseases, Wu Nanping.

“Saranno inoltre necessarie – ha proseguito – ulteriori ricerche sui livelli di infettività del virus e per capire se la presenza di quest’ultimo nelle feci sia la conseguenza di ingestione orale o dalla proliferazione nelle cellule intestinali. Saranno inoltre necessarie nuove indagini sulla relazione del virus nelle feci con il sangue o con le particelle di saliva e sull’insorgenza e lo sviluppo di malattie”.

Uno dei campioni, ha detto il docente e membro del gruppo di ricerca dell’esperto pneumologo cinese Zhong Nanshan, è stato creato dal Fifth Affiliated Hospital dell’Università Sun Yat-Sen. Contemporaneamente, fa sapere il vicedirettore Wu, anche un altro gruppo di ricercatori guidato dalla nota epidemiologa e direttrice del laboratorio cinese Li Lanjuan ha isolato tre ceppi del nuovo coronavirus da cinque differenti campioni di feci di pazienti contagiati.

Secondo il professor Zhao, queste scoperte confermano per ora solo che le feci dei pazienti contengono il virus circolante, sebbene manchino ancora prove sufficienti per dimostrare una trasmissione oro-fecale. (fonte Ansa)