Coronavirus, India rilancia il saluto namastè contro i contagi. Visti sospesi agli italiani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2020 14:27 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2020 14:27
Coronavirus in india appello a usare il saluto namaste

Coronavirus, appello India: usare namaste come saluto (Foto archivio ANSA)

ROMA – Usare il saluto indiano del namastè invece della stretta di mano. Questa l’indicazione che l’India ha dato ai suoi cittadini dopo la segnalazione di casi di coronavirus a New Delhi. Il virus è arrivato anche in India e oltre a bloccare i visti per gli italiani, cinesi, iraniani, sudcoreani e giapponesi, lancia un appello per rilanciare l’uso del saluto tradizionale che non prevede il contatto tra persone.

Una star di Bollywood, l’attore Anupam Kher, ha postato un video su Twitter in cui raccomanda il namastè: “E’ igienico, amichevole e focalizza le tue energie: Provalo”. In tantissimi hanno condiviso e rilanciato il suggerimento, compreso il noto giornalista Gaurav Sawant del canale tv India Today TV. Molto diffuso nello yoga, il saluto indiano cone le mani giunte deve il suo nome alle parole Namas (saluto, inchino) e Te (a te). 

Intanto il governo indiano chiude l’ingresso ai viaggiatori provenienti da Italia, Cina, Iran, Corea del Sud e Giappone per il timore coronavirus. Secondo l’annuncio, riferito anche dal sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, i visti rilasciati sino a oggi sono sospesi “per tutti i cittadini italiani, cinesi, sudcoreani, iraniani e giapponesi che non siano ancora entrati” in India, con eccezioni solo per diplomatici e funzionari Onu, che dovranno comunque fare controlli.

Sul sito della Farnesina, Viaggiare Sicuri, in un avviso in evidenza oggi si legge che le autorità indiane hanno disposto la sospensione, con effetto immediato, della validità dei visti e “e-Visa” emessi in data antecedente al 3 marzo 2020 o il 3 marzo stesso per tutti i cittadini italiani, cinesi, della Corea del Sud, iraniani e giapponesi che non siano ancora entrati in territorio indiano.

E’ inoltre sospesa la validità dei visti e e-Visa emessi a coloro i quali hanno viaggiato in Italia, Cina, Corea del Sud, Iran o Giappone prima del 1 febbraio 2020 o il 1 febbraio stesso e non sono ancora entrati in territorio indiano. Coloro i quali necessitano di recarsi in India per ragioni comprovate e urgenti potranno prendere contatto con l’Ambasciata indiana a Roma.

Viaggiari Sicuri ricorda che il 26 febbraio le autorità indiane hanno annunciato che i passeggeri in arrivo dall’Italia o che abbiano visitato l’Italia a partire dal 10 febbraio scorso potrebbero essere sottoposti a quarantena di 14 giorni al loro arrivo in India, a seguito dei controlli condotti dalle autorità locali.

In particolare, i controlli effettuati negli aeroporti indiani nei confronti dei cittadini italiani e dei viaggiatori provenienti dall’Italia o che vi abbiano soggiornato nei 14 giorni precedenti l’arrivo in India, consistono in screening della temperatura corporea tramite termo-scanner e nella compilazione di un formulario di auto-certificazione medica.

In caso di rilevazione di sintomi compatibili con il COVID-19, i passeggeri così individuati vengono condotti presso strutture ospedaliere pubbliche preposte ad ospitare pazienti in quarantena. Si informa inoltre che, a seguito di nuove misure adottate dal Ministero dell’Interno indiano, i cittadini non indiani attualmente presenti in Cina e in possesso di un visto indiano rilasciato prima del 05/02/2020 non sono autorizzati all’ingresso in India.

In casi di comprovati e validi motivi per recarsi in India, gli interessati potranno contattare l’Ambasciata indiana a Pechino, i Consolati indiani a Shanghai e Guangzhou, per il rilascio di un nuovo visto. I visti rilasciati a partire dal 06/02/2020 sono validi per l’ingresso in India. I cittadini non indiani che sono stati in Cina a partire dal 15/01/2020 non sono autorizzati all’ingresso in India. Le predette misure non si applicano nel caso di mero transito aeroportuale in Cina.

(Fonte AGI e ANSA)