Coronavirus in Vaticano, salgono a 4 i positivi: anche dipendenti dei Musei Vaticani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2020 23:34 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 0:46
Coronavirus in Vaticano, 4 contagi: anche dipendenti Musei Vaticani

Coronavirus in Vaticano, 4 contagi: anche dipendenti Musei Vaticani (Papa Francesco affacciato sulla piazza del Vaticano, foto archivio ANSA)

CITTA’ DEL VATICANO – Salgono da uno a quattro i contagiati da coronavirus in Vaticano. Ad annunciarlo è Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa, che spiega come oltre al primo caso nell’Ufficio Merci, altre due persone dei Musei Vaticani sono risultati positivi al covid-19.

Bruni ha spiegato in una nota: “Allo stato attuale sono quattro i casi di positività al Coronavirus riscontrati: oltre al primo di cui si è data precedentemente notizia, si tratta di un dipendente dell’Ufficio Merci e di due dipendenti dei Musei Vaticani. Le quattro persone erano state poste in isolamento in via cautelativa prima che risultassero positive al test e il loro isolamento dura ormai da oltre 14 giorni; attualmente sono in cura in strutture ospedaliere italiane o presso la propria abitazione”.

Intanto Papa Francesco dedica un pensiero ai tanti medici morti sul campo della lotta al coronavirus, l’analogo destino di preti e di infermieri, contagiati e anch’essi vittima della pandemia, che il pontefice indica come “esempio di eroicità”: “Ho avuto la notizia che in questi giorni sono venuti a mancare alcuni medici, sacerdoti, non so se qualche infermiere, ma si sono contagiati, hanno preso il male perché erano al servizio degli ammalati. Preghiamo per loro, per le loro famiglie. E ringrazio Dio per l’esempio di eroicità che ci danno nel curare gli ammalati”.

Al 24 marzo sono 24 i medici morti per aver contratto il coronavirus in ospedali, cliniche, pronto soccorso o ambulatori privati. Quasi cinquemila gli operatori sanitari contagiati: tra loro 50 sacerdoti, morti nel servizio in strutture sanitarie o perché accolti per l’età in case di riposo.

Una vera ecatombe è quella registrata a Bergamo, epicentro italiano della pandemia, nella cui zona sono 20 i preti morti dal 6 marzo. Anche a Parma ci sono vittime: 5 sacerdoti morti. A Parma ha sede la casa madre della congregazione che promuove missioni in tutto il mondo e diverse decine sono i saveriani che vi risiedono, soprattutto anziani tornati da una vita sul campo in Africa, Asia ed America Latina. Nella struttura negli ultimi giorni sono mancati ben 12 religiosi, tutte morti riconducibili al Covid-19, e, malgrado una sorta di quarantena e le aree comuni sanificate, continuano i nuovi casi.

Proprio la situazione di ecclesiastici in comunità religiose (spesso trasformatesi in focolai di contagio, come accaduto per i due istituti di suore a Roma e Grottaferrata), ha determinato martedì una certa pressione sulla Santa Sede perché si chiudessero uffici e dicasteri, peraltro in linea con le disposizioni italiane.

Nel pomeriggio – mentre veniva diffuso il video con una speciale preghiera del Papa “affinché la pandemia finisca” e proprio mentre giungevano le notizie dei nuovi contagi – la Sala stampa comunicava la decisione della Santa Sede che “i Dicasteri e gli Enti ad essa collegati non sospendano la propria attività”. Ai responsabili è stato però indicato di predisporre “contingenti minimi di personale in ufficio” e di incentivare “per quanto possibile il lavoro da remoto”.

(Fonte ANSA)