Coronavirus, non è avvenuto al mercato di Wuhan il primo contagio

di Daniela Lauria
Pubblicato il 27 Gennaio 2020 11:09 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2020 11:09
Coronavirus, non è avvenuto al mercato di Wuhan il primo contagio

Una terapia intensiva a Wuhan, Cina. Il primo contagio da Coronavirus non è avvenuto al mercato del pesce (Foto Ansa)

PECHINO – Non è avvenuto al mercato del pesce di Wuhan il primo contagio da coronavirus 2019-nCoV. Lo rivela una ricostruzione delle prime fasi dell’epidemia pubblicata dalla rivista Lancet secondo la quale il primo caso risale al primo dicembre scorso e la persona infettata non era stata al mercato ittico.

“Nessuno dei suoi familiari – spiegano gli autori della ricerca – ha sviluppato febbre né altri sintomi respiratori”. Al momento, inoltre, “non ci sono legami epidemiologici fra il primo paziente e gli altri casi”. 

Dei primi 41 casi esaminati dal gruppo di ricerca cinese guidato da Chaolin Huang, dell’ospedale Jin Yin-tan di Wuhan, 27 (pari al 66%) erano stati al mercato a partire dal 10 dicembre. 

Intanto il numero delle vittime continua a salire. Il bilancio ufficiale sale a 80 morti ed oltre 2.744 casi di contagio confermati in tutta la Cina. Pechino ha deciso di prorogare le festività per il Capodanno cinese di tre giorni fino al 2 febbraio, come parte delle misure del governo per combattere l’epidemia di polmonite virale. Inizialmente i cinesi sarebbero dovuti tornare a lavorare venerdì 31 gennaio, dopo sette giorni festivi che si traducono in centinaia di milioni di viaggi in tutta la Cina.

Il premier Li Keqiang, “incaricato dal presidente Xi Jinping”, è da oggi a Wuhan, epicentro dell’epidemia. Secondo i media ufficiali, Li, a capo di “una delegazione di alto livello”, ha visitato pazienti e medici ascoltando e dando istruzioni sulla gestione dell’emergenza. “State facendo tutto il possibile per salvare vite e mentre lo fate dovete proteggere le vostre”, ha detto Li al personale del Jinyintan Hospital, indossando camice blu e mascherina a coprire naso e bocca.

Il virus non è potente quanto la Sars, ma si rafforza e sta mietendo nuove vittime in Cina. Costringendo le autorità di Pechino a ulteriori restrizioni, come il divieto di commercio di animali selvatici, da cui ha avuto origine la malattia. La Mongolia ha chiuso le frontiere stradali con la Cina per il rischio di diffusione del nuovo coronavirus. Per lo stesso motivo è stata decisa la chiusura delle scuole.

Il periodo di incubazione del virus è tra 1 e 14 giorni ed è probabile si trasmetta ancor prima che si manifestino i sintomi, a differenza di quello della Sars.

Il contagio, tra l’altro, è arrivato fino a Toronto. L’assistente di volo, ricoverata sabato sera in ospedale a Vienna, non ha invece contratto il coronavirus. Nel frattempo nella capitale austriaca si registra però un secondo caso sospetto. Si tratta di una cittadina cinese, che vive a Vienna, e che recentemente è stata in ferie nella zona colpita dal virus. La donna è stata ricoverata in isolamento con sintomi influenzali.

Fonte: Ansa