Coronavirus, metodo cinese ha evitato 56.000 morti e un milione e mezzo di possibili contagi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Aprile 2020 16:55 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2020 16:55
Coronavirus, metodo cinese ha evitato 56.000 morti e un milione e mezzo di possibili contagi

Coronavirus, metodo cinese ha evitato 56.000 morti e un milione e mezzo di possibili contagi (foto ANSA)

WASHINGTON – Un nuovo studio scientifico dimostra che le misure sanitarie adottate sin da gennaio dalla Cina hanno contribuito a un efficace contenimento dell’epidemia di coronavirus sul suo territorio, scongiurando oltre 1,4 milioni di potenziali contagi e almeno 56.000 decessi stimati.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Population Economics, condotta dal prof. Xi Chen, docente alla Yale School of Public Health e presidente della China Health Policy & Management Society, offre un modello delle trasmissioni locali e interurbane del nuovo coronavirus in Cina nell’arco di tempo tra il 19 gennaio e il 29 febbraio.

I ricercatori coinvolti hanno adottato un approccio basato sulla tecnologia dell’apprendimento automatico per selezionare una serie di variabili strumentali volte a predire in maniera efficace la trasmissione del virus nell’ampio ventaglio di elementi esogeni al clima e al contesto cinesi. Sono quindi stati analizzati il ruolo di vari fattori di mediazione socioeconomica, comprese le misure di distanziamento sociale adottate nelle comunità locali.

La ricerca dimostra che i rigorosi provvedimenti di quarantena e isolamento delle aree urbane e le politiche sanitarie locali adottate in Cina sin dalla fine di gennaio hanno significativamente ridotto la velocità di propagazione del virus e la sua diffusione era già contenuta a metà febbraio.

La misura più efficace è risultata quella del “blocco delle aree urbane”, seguita dalle misure di “isolamento delle comunità residenziali” e dalle “restrizioni ai contatti esterni al nucleo familiare”.

Tra i maggiori fattori di rischio, la ricerca identifica invece il deflusso di popolazione dall’area-focolaio dell’epidemia. Quest’ultima è la variabile che ha costituito il maggior rischio epidemico per le regioni di destinazione delle persone in movimento rispetto ad altri fattori, come la vicinanza geografica e le pari condizioni economiche.

“I risultati di questo studio comportano varie implicazioni per gli attuali sforzi globali di contenimento della pandemia di COVID-19”, ha spiegato il professor Chen in un’intervista a Xinhua.

Secondo il docente, le misure adottate dalla Cina non solo hanno aiutato la comunità internazionale a comprendere meglio l’efficacia degli strumenti di risposta alla COVID-19, ma hanno anche fornito una serie di riferimenti per il contenimento e la prevenzione di simili patologie infettive in futuro. (fonte ANSA)