Coronavirus Usa, due parrucchieri untori: 150 clienti esposti al contagio in Missouri

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Maggio 2020 20:30 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2020 20:30
Coronavirus Usa, 2 parrucchieri untori: 150 esposti al contagio in Missouri

Coronavirus Usa, 2 parrucchieri untori: 150 esposti al contagio in Missouri (Foto archivio Ansa)

NEW YORK – La corsa dal parrucchiere post-lockdown è costata cara agli abitanti di Springfield in Missouri. Qui, due coiffeur infetti della catena Great Clips, sono tornati a lavoro pur avendo i sintomi del coronavirus. 

Risultato? Almeno 150 persone sono state esposte al rischio contagio. I due lavoravano nello stesso salone, ora chiuso per una sanificazione approfondita.

“Il benessere dei nostri clienti e dei nostri parrucchieri sono la nostra priorità”, ha detto il titolare della catena, assicurando che “un’appropriata disinfestazione è sempre stata una pratica nei nostri saloni”.

Parole però non sufficienti a rassicurare i 150 clienti gettati nel panico e in attesa di essere sottoposti al test.

I due parrucchieri untori hanno ripreso a lavorare nella seconda settimana di maggio, dopo che il Missouri aveva autorizzato la ripresa delle attività, e hanno usato la mascherina.

Ma dal parrucchiere il problema è la mancanza del distanziamento sociale e così, anche se con bocca e naso coperto, hanno avuto contatti ravvicinati con i clienti.

I due hanno tenuto ben nascosti i loro sintomi fino a che non si sono sentiti realmente male e sono stati testati, risultando positivi.

Grazie alle misure messe in campo dal salone è stato possibile rintracciare tutti i loro clienti e metterli in guardia.

Il caso agita ora il dibattito pubblico sulle difficoltà della riapertura dell’economia e i rischi che le attività commerciali corrono fra i dipendenti e i clienti.

Rischi che in molti casi si possono tradurre in azioni legali: negli Stati Uniti ne sono state presentate già 1.300 legate al coronavirus, anche se molte presentate da detenuti che chiedono la libertà vigilata in seguito alle condizioni igieniche precarie delle prigioni e alle loro condizioni di salute.

Le loro richieste di libertà si ispirano all’uscita prematura dal carcere di Paul Manafort e Michael Cohen, due ex uomini del presidente Donald Trump. (Fonte: Ansa).