Coronavirus, “peggior epidemia dai tempi della polio, in Usa fino a mezzo milione”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 17 Marzo 2020 6:19 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2020 8:29
Coronavirus, "peggio epidemia dai tempi della polio, in Usa sono già mezzo milione"

Coronavirus, “peggio epidemia dai tempi della polio, in Usa sono già mezzo milione” (Foto Ansa)

ROMA – Il coronavirus è un’epidemia che “le persone devono prendere seriamente in considerazione. Dopo la polio stiamo per vivere il peggior flagello di salute pubblica”.

“Non bisogna credere alle cifre che leggiamo. Per ogni persona risultata positiva al virus, probabilmente ce ne sono da 25 a 50 contagiate”.

“Negli Stati Uniti, in questo momento penso che ci siano tra i 50.000 e il mezzo milione di casi”. Sono parole pesanti, dette da un professore universitario americano, raccolte da Adriana Belmonte di Yahoo! Finance.

Secondo Marty Makary, professore di Medicina alla Johns Hopkins University, non è vero “che 1.600 americani hanno il virus”. “Significa che 1.600 hanno eseguito il tampone risultato positivo. Probabilmente per ogni caso confermato, ci sono da 25 a 50 persone che hanno il virus”.

Parte del motivo per cui il numero di casi potrebbe essere più alto senza che le persone ne siano consapevoli è a causa della carenza di kit per il tampone del coronavirus dal Centro di Controllo Malattie (CDC). Tra il 18 gennaio e il 12 marzo, negli Usa sono stati eseguiti 13.624 test per Covid-19. Nel frattempo, la Corea del Sud ha eseguito oltre 100.000 test e il Regno Unito ha testato quasi 25.000 persone.

Coronavirus o influenza semplice, Makary ha sostenuto che ciò non ha cambiato il modo in cui lui e altri medici hanno curato i loro pazienti.

“Se diagnostichiamo il coronavirus, curiamo allo stesso modo indipendentemente dal risultato del tampone. Che si tratti di influenza o coronavirus, quando è necessario provvediamo al supporto respiratorio. Raccomandiamo le stesse precauzioni. È utile rallentare la diffusione, ma è qui che sorge il problema dei test”.  

Esistono altri modi per rallentare il contagio che non coinvolgono un background medico, come lavarsi regolarmente le mani, evitare di toccarsi il viso e praticare la limitazione dei contatti sociali. Ciò può essere d’aiuto ad alleviare l’onere degli operatori sanitari e cercare di evitare che gli ospedali siano sovraffollati di pazienti.