Coronavirus, mattatoio uguale contagio. Focolai non solo in Germania

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2020 10:03 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2020 10:45
Coronavirus, perché si diffonde nei mattatoi?

Coronavirus, non solo Germania: perché si diffonde nei mattatoi? (Foto Ansa)

BERLINO – Aumentano i timori di una seconda ondata di coronavirus in Germania, dove il focolaio esploso nel mattatoio del Nordreno-Vestfalia, Toennies, si è allargato a macchia d’olio, fino a far registrare 1.331 contagi, su un totale di 6.139 addetti.

Per i test di massa sul posto si è fatto ricorso all’aiuto dell’esercito, mentre il presidente del Land, Armin Laschet, non ha escluso che si possa dover tornare a un lockdown per tutta la regione.

Ma non accade solo in Germania: focolai in altre aziende legate alla lavorazione della carne si sono registrati anche in Irlanda, Francia, Regno Unito, Olanda, Spagna, Canada e Stati Uniti.

E pure in Italia, a Palo del Colle in provincia di Bari, per due settimane un noto stabilimento è stato chiuso dopo che 71 impiegati sono risultati positivi al virus.

La domanda allora sorge spontanea: perché il nuovo coronavirus sembra diffondersi più rapidamente nei mattatoi?

Non c’è un’unica causa: sono diversi fattori che rendono questi luoghi di lavoro particolarmente a rischio.

Turni lunghi e affollati

Le dinamiche di lavorazione delle carni infatti obbligano a turni di lavoro lunghi e affollati.

Costretti a stare molto vicini per poter seguire la catena di montaggio delle carcasse, gli operai non possono mantenere il distanziamento sociale.

Spesso i lavoratori hanno solo 1-2 secondi per eseguire il loro compito, prima che arrivi un nuovo pezzo di carne. E vista la fatica, indossare la mascherina diventa quasi impossibile perché manca il fiato.

Operai costretti a urlare

C’è poi il fatto che gli addetti ai lavori sono costretti a urlare per comunicare e sovrastare il rumore delle macchine. Circostanza che espone al rischio di espellere una maggiore quantità di droplets potenzialmente infetti.

Basse temperature

Le basse temperature necessarie per conservare la carne, contribuiscono alla diffusione del virus che sembra preferire il freddo per la propria sopravvivenza nell’aria.

E anche i sistemi di ventilazione molto potenti per impedire il deterioramento delle carni possono concorrere a far circolare il virus. 

I dormitori

Secondo quanto riportato dal Corriere, in Germania lavorano nei macelli operai polacchi e rumeni che spesso vengono alloggiati in massa in dormitori insalubri, dove si fatica a rispettare misure sanitarie o di sicurezza. (Fonte: Corriere della Sera).