Coronavirus uccide il primo straniero: americano morto a Wuhan e altro caso sospetto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Febbraio 2020 8:58 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2020 14:37

Coronavirus, morto primo straniero e caso sospetto in GiapponeROMA – Un cittadino americano è morto a Wuhan, in Cina, per infezione da coronavirus. Un’altra morte sospetta è stata registrata in Giappone e si stanno eseguendo le verifiche del caso. Nell’ultimo bollettino della commissione sanitaria cinese, il bilancio delle vittime è salito a 724, di cui 722 solo in Cina, dove con 3399 nuovi casi di contagi il totale delle persone infette sale a 34500.

Il cittadino americano di 60 anni morto nell’ospedale di Wuhan il 6 febbraio è il primo straniero deceduto per il virus. Gli altri due casi sono stati registrati, rispettivamente, a Hong Kong e nelle Filippine. Nel briefing online con i media di giovedì, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying aveva parlato di 19 stranieri contagiati, di cui due guariti e 17 curati in isolamento. 

Un giapponese di circa 60 anni è deceduto l’8 febbraio per una grave polmonite a Wuhan, città dell’epicentro dell’epidemia: malgrado i sospetti sul coronavirus, il ministero degli Esteri di Tokyo ha detto che nessuna conclusione finale poteva essere raggiunta. Il Giappone ha registrato 25 casi d’infezione, oltre ai 64 che erano a bordo della nave da crociera all’ancora a Yokohama e sono ora ricoverati.

Intanto Hong Kong ha imposto 14 giorni di quarantena per chiunque entri nel territorio dalla Cina, con rischio di finire in carcere per chi la violi. I visitatori, fanno sapere le autorità citate da Bbc, potranno isolarsi in albergo o in centri gestiti dal governo, i residenti nelle loro case. Chi viene sorpreso in pubblico durante la quarantena rischia una multa e una condanna detentiva.

La quarantena obbligatoria, entrata in vigore a mezzanotte dell’8 febbraio, deve essere rispettata da chiunque entri a Hong Kong dalla Cina continentale, quando già si registrano lunghe code al posto di transito transfrontaliero di Shenzhen Bay, uno dei tre accessi che la governatrice Carrie Lam ha deciso di lasciare aperto, nonostante le proteste del personale medico dell’ex colonia e i 5 giorni di fila di scioperi.

Chiunque arrivi dalla Cina o da qualsiasi altra parte dopo aver visitato la Cina negli ultimi 14 giorni, è soggetto alla normativa sulla quarantena. I viaggiatori privi di un visto di ingresso minore di 14 giorni saranno respinti alla frontiera.

Venerdì, il governo ha annunciato che i residenti a Hong Kong avrebbero potuto trascorrere la quarantena a casa, malgrado i familiari non lo fossero. I visitatori avrebbero dovuto restare negli alberghi, mentre il governo locale avrebbe provveduto a coloro privi di sistemazione. La violazione delle regole sarà sanzionata con una pena fino a 6 mesi di carcere e il pagamento di una multa di 25.000 dollari di Hk (3.250 dollari Usa). (Fonte ANSA)