Coronavirus e sindrome di Kawasaki, bambino di 5 anni morto a New York

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2020 6:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2020 22:35
Coronavirus e sindrome di Kawasaki, bambino di 5 anni morto a New York

Coronavirus e sindrome di Kawasaki, bambino di 5 anni morto a New York (foto ANSA)

ROMA – E’ morto a New York un bambino di cinque anni affetto dalla sindrome di Kawasaki conseguente al coronavirus, il primo negli USA.  

Il piccolo era uno dei 73 bambini, nella sola New York, con la complicazione di Covid-19, che tra gli altri sintomi causa febbre e vomito.

Il Governatore di New York Andrew Cuomo ha confermato che il Dipartimento della Salute sta indagando sul decesso e anche su 73 casi di bambini che presentano gli stessi sintomi.

Ha invitato i genitori a prestare attenzione a sintomi quali febbre alta, congiuntivite, vomito, colorito della pelle modificato, difficoltà a urinare.

Il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha scritto un tweet dello stesso tenore: “Se il bambino ha febbre persistente, eruzione cutanea, dolore addominale o vomito, chiamare immediatamente il medico”.

Ha inoltre affermato che NYC Healthy ha incaricato tutti gli operatori sanitari di segnalare i sintomi di pazienti di età inferiore ai 21 anni.

Casi di malattie infiammatorie rare e potenzialmente letali nei bambini malati di COVID-19 sono stati segnalati per la prima volta in Gran Bretagna, Italia e Spagna.

Sean O’Leary, pediatra esperto di malattie infettive al Children’s Hospital Colorado, e che fa parte della commissione dell’American Academy of Pediatrics sulle malattie infettive, ritiene che il decesso di New York per la sindrome di Kawasaki sia il primo negli Stati Uniti.

La sindrome presenta i sintomi di shock tossico, febbre, eruzioni cutanee, gonfiore delle ghiandole e, nei casi più gravi, infiammazione delle arterie coronariche.

Poiché non tutti i bambini sono risultati positivi, secondo quanto riportato dal Mirror, gli scienziati stanno cercando di determinare se la sindrome sia da collegare al COVID-19. (Fonte: Mirror)