Coronavirus nei surgelati? 4 positivi senza aver viaggiato, la Nuova Zelanda indaga sul cargo-frigorifero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Agosto 2020 11:03 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2020 11:03
Coronavirus nei surgelati, mistero in Nuova Zelanda

Coronavirus nei surgelati? Mistero in Nuova Zelanda (nella foto Ansa la premier Ardern)

Il premier neozelandese, Jacinda Ardern, ha deciso di imporre il lockdown nella capitale Auckland: dopo 102 giorni, 4 nuovi casi di positività, un segnale.

Coronavirus nei surgelati? A preoccupare di più, ed è la vera notizia, il mistero sull’origine del contagio.

Le autorità neozelandesi non escludono che il virus sia arrivato via cargo fin nel negozio di surgelati dove lavorava uno dei positivi.

Sì, perché della famiglia di 4 persone risultate positiva nessuno di loro aveva viaggiato. Come ci è arrivato il virus nell’isola?

Coronavirus nei surgelati: cosa ne sappiamo

“Stiamo lavorando molto per mettere insieme il puzzle di come questa famiglia si sia infettata”, ha detto Ashley Bloomfield, che guida il ministero della Sanità.

“Sappiamo che il virus può sopravvivere in ambienti refrigerati per un po’ di tempo”, ha spiegato.

In effetti le informazioni che abbiamo ci dicono che il virus resiste 72 ore sulla plastica (meglio se a basse temperature).

E che in Cina sono state trovate tracce di coronavirus su confezioni di frutti di mare congelati.

L’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) non ha mai menzionato finora casi di Covid-19 trasmesso da cibo o imballaggio di cibo.

Vale la pena in ogni caso seguire il giro del mondo dei surgelati incriminati. L’azienda dove lavora il cinquantenne finito in quarantena è americana. Americold ha sede ad Atlanta in Georgia. 

La Nuova Zelanda non registrava casi da 102 giorni

Il premier ha spiegato di avere preso la decisione dopo che sono stati rilevati in una singola famiglia ad Auckland 4 casi “di origine sconosciuta”.

“Dopo 102 giorni abbiamo i primi casi di Covid-19 al di fuori delle strutture di isolamento o di quarantena… Anche se ci siamo molto impegnati per evitare una ricaduta, eravamo comunque pronti”, ha detto il premier. (fonti Ansa e Corriere della Sera)