Coronavirus, terzo caso in Francia, falso allarme a Parma. In Cina 41 morti e 897 contagi

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Gennaio 2020 0:25 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2020 9:03
Coronavirus, terzo caso confermato in Francia. Falso allarme a Parma. In Cina 26 vittime e 897 contagi

Coronavirus, terzo caso confermato in Francia. Falso allarme a Parma. In Cina 26 vittime e 897 contagi (Foto Ansa)

PARIGI  –  Terzo caso di coronavirus in Francia. Lo ha confermato la ministra della Salute, Agnes Buzyn. I tre casi francesi sono i primi in Europa. Uno è stato registrato a Parigi e uno a Bordeaux, mentre nel terzo caso “si tratta di un parente stretto di uno degli altri due casi segnalati. I tre pazienti erano stati in Cina e si trovano ora in ospedale a Bordeaux e Parigi, in isolamento”, ha fatto sapere il ministero della Salute. 

Intanto, mentre anche il secondo caso sospetto registrato in Italia, a Parma, è risultato un falso allarme, la Cina sta rispondendo con misure senza precedenti all’emergenza. Nel giorno del Capodanno lunare Pechino ha disposto la chiusura di alcuni tratti della Grande Muraglia, mentre l’Esercito popolare di liberazione ha inviato 150 medici militari in piena notte a Wuhan, città focolaio del virus, su un aereo da trasporto truppe, in esecuzione di una specifica indicazione del presidente Xi Jinping.

In Cina i casi accertati di contagio del nCOV-2019 sono saliti a 897 e i morti si sono attestati a quota 41, secondo l’ultimo bollettino diffuso dal governo. Pechino ha esteso il cordone sanitario volto a circoscrivere l’infezione, precisando che i provvedimenti riguardano ora 56 milioni di persone. E mentre continuano a diffondersi segnalazioni in tutto il mondo, la mappa della Cina, tra le quasi 40 province, regioni e municipalità speciali che la compongono, ha soltanto il Tibet che resiste al contagio, a fronte dell’Hubei, la provincia di cui Wuhan è capoluogo, che raccoglie la metà circa dei contagiati e la quasi totalità dei decessi.

Proprio a Wuhan si sta costruendo un ospedale ad hoc per il coronavirus in tempi record e le autorità sanitarie hanno ammesso la necessità di aumentare le forniture di medicinali, inclusi i kit dei test per individuare l’infezione e le mascherine protettive, ormai sparite in molte città. E malgrado la quarantena, i capi provinciali del Partito comunista hanno annunciato indagini per accertare come sia stata possibile la fuga di alcuni residenti da Wuhan, malgrado il divieto “di lasciare la città se non per cause adeguatamente motivate”.

A Pechino, oltre alla Grande Muraglia, da sabato 25 gennaio saranno chiusi i templi più noti e la Città Proibita, nonché il Museo nazionale e la Biblioteca nazionale. A Shanghai, il più grande hub commerciale cinese, chiuderanno i battenti numerosi musei e tutto il parco di Shanghai Disneyland, che è tradizionalmente preso d’assalto durante le festività.

Nella città hanno alzato l’allerta in risposta alle emergenze sanitarie al grado massimo, il livello 1. Sui social network in mandarino si sono moltiplicati anche i commenti su “una situazione irreale, quasi da fine del mondo”, in risposta a una quarantena di scala biblica, mai tentata prima nella storia. Le autorità cinesi hanno infatti esteso a 13 città il blocco dei trasporti pubblici, tra Xianning, Xiaogan, Enshi e Zhijiang, ampliando il cordone sanitario a 41 milioni di abitanti. Disposta la chiusura di luoghi aperti al pubblico come teatri e la cancellazione di eventi di massa.

La Cina ha inoltre ordinato a tutte le agenzie di viaggio di interrompere la vendita di tour interni e internazionali, con lo stop alla vendita di biglietti per i pacchetti turistici a partire da oggi.

La diffusione del coronavirus è andata avanti anche sul fronte estero. Oltre alla Francia, un secondo caso verificato è stato annunciato negli Stati Uniti (dove sono state rafforzate le misure sulla sicurezza sanitaria), e segnalazioni si sono avute in Giappone, Corea del Sud, Messico e Nepal. (Fonte: Ansa)