Allegra: finito incubo, inizia vacanza. Paga Costa: 2 mln per trainarla

Pubblicato il 1 Marzo 2012 9:16 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2012 12:20

Costa Allegra (foto LaPresse)

ROMA -Finito l’incubo, per 378 dei 627 ospiti della Costa Allegra inizierà la vera vacanza. Hanno deciso di restare alle Seychelles per un paio di settimane di relax. Ritorneranno in aereo e non in nave come era nei piani iniziali, prima che le fiamme sulla nave provocassero il mezzo disastro, con la nave alla deriva, persa in un punto imprecisato dell’Oceano Indiano. La Costa Allegra è entrata finalmente la mattina di giovedì1 marzo, a motori spenti, portata da un mega-peschereccio francese, nel porto di Mahè. Per trainarla, dicono alcune stime, ci vogliono due milioni, come scrive il Sole 24 ore: “Ad Alain Dervout, 46 anni, comandante della tonniera Trévignon, abituato a fronteggiare i marosi e i pirati dell’oceano Indiano, questa volta è andata di davvero lusso. Stipendiato con un “fisso più provvigioni” dalla Compagnie francaise du Thon Océanique – colosso della pesca da 14 milioni di fatturato – si aspetta almeno una gratifica per aver concluso con successo le operazioni di traino della Costa Allegra, mettendo in salvo centinaia di passeggeri, ma anche assicurando alla sua compagnia una ricompensa che – secondo alcune stime – si aggira intorno ai 2 milioni”.

Durante il viaggio a rimorchio del peschereccio i croceristi hanno visto da vicino atolli e isolotti da sogno, resort esclusivi: hanno accettato subito e di buon grado l’offerta della compagnia. Chissà quando ricapita un’occasione del genere. Dunque, nonostante le pessime condizioni, il caldo soffocante, la paura, l’operazione di salvataggio e di messa in sicurezza è andata bene. Il contraccolpo psicologico è stato assorbito, non c’è ragione per non distendersi al sole serviti e riveriti come quei pochi fortunati che si vedono alla televisione. Le immagini dei politici, dei calciatori, delle modelle (lì erano le Maldive, ma i resort sono tanto esclusivi quanto tutti uguali) hanno funzionato da incentivo, una scampata tragedia si è rivelata l’entrata dalla porta di servizio per un sogno irraggiungibile.

Le brutte notizie per l’armatore, invece, non finiscono nell’Oceano Indiano. Per il settimanale francese L’Express, il rogo scoppiato sulla Allegra non sarebbe il primo per la compagnia. Secondo quanto ha raccontato alla rivista un passeggero francese, nella notte tra il 6 e il 7 febbraio – poche settimane dopo il naufragio della Concordia – nel Mar Rosso, su un’altra nave Costa, la Voyager, sarebbero divampate le fiamme. Il testimone descrive ”un messaggio di allerta” che ripeteva ”pericolo a bordo” e scene di panico nei corridoi. L’incendio sarebbe scoppiato sul ponte numero 3, forse per un mozzicone di sigaretta, e sarebbe stato rapidamente domato. Pochi i danni. La crociera ha proseguito senza problemi. Fonti della Costa, però, smentiscono: si sarebbe trattato di un episodio minimo che ha fatto scattare i sensori di allarme.

La Allegra si è diretta verso Mahè alla velocità di 5 nodi. E’ stato il comandante del peschereccio oceanico francese Trevignon a raccontare come i passeggeri della Costa abbiano trascorso le ore che li separavano dalla terraferma. ”A bordo dell’Allegra le condizioni di vita erano difficili – ha detto – Senza elettricità il caldo è soffocante, con 30 gradi all’esterno, ma all’interno deve essere ancora peggio. Sulla nave arrivava un elicottero due o tre volte al giorno che gettava scatoloni contenenti generi di prima necessità”.

La Compagnia ha comunque rassicurato: ”La situazione a bordo e’ regolare. Viene fornita acqua minerale per le necessita’ di igiene personale”. Sul rischio ‘incursioni’, il comandante della nave francese ha tranquillizzato: ”Sappiamo che sono acque battute dai pirati ma i passeggeri sono sicuri perche’ a bordo dell’Allegra sono imbarcati dei militari”. Fra i familiari dei passeggeri cresce l’apprensione. Ebe e Paola Bottiroli, figlie della coppia di passeggeri di Alassio, Carlo e Maria, si sono lamentate per la mancanza di un ponte radio: ”Sappiamo che i nostri genitori stanno bene, ma vorremmo saperlo direttamente da loro. Nostra madre ha qualche problema di salute, siamo un po’ preoccupate”.

Sull’Allegra c’e’ anche Riccardo Viola, 31 anni, di Cairo Montenotte. ”Costa ci ha fatto sapere che sta bene – ha detto il padre Giuseppe – Saremo sollevati quando lo sentiremo di persona”. In previsione dell’arrivo a Mahe’, la Costa ha prenotato 600 posti aerei per i rientri e oltre 400 camere d’albergo per chi debba o voglia continuare il soggiorno. Alcuni componenti del ‘Care Team’ della compagnia sono stati accompagnati sulla Allegra da una nave della Marina militare delle Seychelles per organizzare i rimpatri, per tentare di riparare il guasto che ha bloccato i motori della nave e per cercare di limitare i disagi, con un generatore d’emergenza. Tre ufficiali delle Capitanerie di Porto sono partiti per Mahe’: avvieranno un’inchiesta amministrativa. Ma indaga pure la procura di Genova.