Costa d’Avorio. Assedio al bunker di Gbagbo, Israele vuole evacuare i suoi diplomatici

Pubblicato il 7 Aprile 2011 10:06 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2011 14:03

L'ex presidente Gbagbo

ABIDJAN – Fallito il blitz, le forze del presidente eletto della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, hanno messo sotto assedio ad Abidjan il palazzo-bunker dov’è asserragliato il presidente uscente, Laurent Gbagbo, che rifiuta la resa. I suoi uomini descritti come ”mercenari”, nella notte hanno attaccato con razzi e cannonate la residenza dell’ambasciatore giapponese, che è stato portato al sicuro dall’intervento, a notte fonda, degli elicotteri della missione militare francese Liocorno, chiamati dall’Onu. Israele ha chiesto alla Francia di evacuare i propri diplomatici dalla Costa d’Avorio.

Gli elicotteri francesi di Liocorno, ha ammesso l’ambasciata di Francia, sono anche intervenuti in serata contro le truppe di Gbagbo attorno al bunker presidenziale per difendere la residenza dell’ ambasciatore, fatta bersaglio – dice Parigi – di ”tiri intensi”. Un intervento nel quale, dice l’ambasciata, è stato ”neutralizzato” almeno un blindato della guardia repubblicana di Gbagbo.

La Francia ha più volte ribadito di non prendere parte attiva nei combattimenti. Quanto al rocambolesco salvataggio, l’ambasciatore, Yoshifumi Okamura, e sette addetti diplomatici nipponici – dice la stampa giapponese – sono stati costretti a rifugiarsi in una stanza protetta durante l’assalto, prima dell’intervento francese. Secondo quanto dichiarato dalla missione francese, sul tetto dell’ambasciata nipponica i ”mercenari” di Gbagbo avevano piazzato ”armi pesanti”, con cui ”minacciavano gli ambasciatori vicini e la popolazione civile”.

Terminata l’operazione, Liocorno ha comunicato che l’ambasciatore Okamura e i suoi collaboratori ”sono ormai sani e salvi alla base (francese) di Camp-Bouet”. A parte gli interventi dei francesi, sporadici colpi d’arma da fuoco sono stati uditi in città nella notte altrimenti tranquilla. Ieri le forze di Ouattara, che gode dell’appoggio dell’Unione Africana (Ua) e della comunità internazionale, hanno tentato per ore di assaltare la residenza di Gbagbo, situata nel quartiere centrale di Cocody, trovando negli uomini fedeli a quest’ultimo una tenace resistenza, e in serata hanno ripiegato, mantenendo però l’assedio.